Perchè viaggiare?

Sono in molti a chiedermi cosa mi passi per la testa quando dico di esser in partenza per mete sconosciute, con uno zaino sulle spalle e soprattutto da sola, perchè – mi ripetono – “tu sei una ragazza e questa potrebbe esser per te una cosa molto pericolosa” (a detta loro, non a detta mia per certo).
La parola d’ordine in primis è una, sola e fondamentale: ESSERE SVEGLI.

Perchè poco importa quanti anni hai e di quale sesso sei, o se hai più o meno esperienza. Il mondo è meraviglioso e la gente del posto pronta ad ospitarti e a farti conoscere la loro realtà è ancor più che stupefacente. Ma bisogna sempre e comunque prestar attenzione a chi ci circonda, esser svegli perchè sì, talvolta, il viaggio può non risultar semplicissimo davvero, e se viaggi da sola soprattutto.

Amo viaggiare da sola per più ragioni – quasi infinite oserei – e ammetto sia piuttosto semplice per me conoscere gente da tutto il mondo pronta a condividere una birra, una stanza in Hostello, un divano a casa di qualcuno che ti ha ospitato. Anche per questo (cosa che al 10% soltanto, ma meglio di niente, rassicura i miei genitori ad ogni mia partenza) c’è da dire io non sia mai davvero sola quando giro per il mondo.
E ammetto, con fierezza, viaggiare da sola sia una delle esperienze migliori io abbia mai deciso di intraprendere in tutta la mia vita. E proprio per questo non resisto all’idea di organizzarmi per andarmi a perdere, qua e là, in giro per il mondo appena posso.

Uno dei consigli più cari che posso perciò dare ai miei amici è quello di lasciar tutto e partire, di andare, di osare. Anche se siete un pochino spaventati dall’idea di non aver tutto perfettamente organizzato (io ad esempio non organizzo praticamente nulla in anticipo ma bensì tutto solo e soltanto sul momento stesso). Anche se non parlate bene l’Inglese o se al contrario dovete per forza viaggiare con pochissimi soldi in tasca, un budget piuttosto limitato che tuttavia ugualmente vi scoraggia dall’idea di provare Hostelli o (meglio ancora sotto certi punti di vista, sicuramente quello prettamente economico) esperienze totalmente gratuite (non sto scherzando, vi ospitano gratis) come quella di Couchsurfing.

Allora, perchè viaggiare?

Inizialmente restavo perplessa dal ricevere commenti più o meno negativi a tal proposito. O, ancora, fior fiore di domande sul cosa ci trovassi di particolarmente interessante nell’andar in viaggio in posti totalmente sconosciuti, da sola, e soprattutto prontissima a rinunciare al puro relax da classica “Vacanza in Hotel 5 Stelle”. Pensavo, sbagliando, fosse infatti tanto scontata la domanda quanto banale la risposta: perchè non c’è niente di meglio al mondo! Perchè il viaggio ti apre davvero gli occhi, la mente e il cuore. Ti aiuta semplicemente a diventar una persona migliore, una persona pronta ad amare il mondo e ciò che lo compone, nella sua interezza. Ed è anche per questo che continuo a viaggiare imperterrita, da sola, io e il mio zaino, cercando sempre nuove mete (infinite), con l’intenzione proprio di non fermarmi mai. Sto ancora infatti viaggiando anche per capire chi sono.

Ma dopo esser stata a Dublino (mia prima esperienza di viaggio da sola, nel Luglio del 2014) rincasare non è stato semplice. Ho tristemente constatato i miei amici non stessero capendo, non comprendessero come mai io fossi così felice, così euforica da quanto avessi appena vissuto, dalla gente incontrata lì, dalle indimenticabili esperienze fatte (come il bagno nell’Oceano alle 6:30 del mattino con la temperatura esterna dall’acqua pari a 11°). E dopo essermi sentita triste e un pochino delusa, dopo esserci rimasta male e averci sofferto, ho capito loro non avessero affatto colpa. Ho realizzato che certe cose non sai cosa significhino finché non le provi con mano tu stesso.

Mi piacerebbe allora credeste a quanto sto per dirvi, ossia al fatto che è tutto molto più semplice di quanto possiate mai immaginare. Come infatti ho scritto poche righe sopra, mentre viaggi tutto acquista una luce diversa. Scopri cose che mai avresti immaginato, e conosci aspetti di te che pensavi di non possedere e che non ti capaciti fra quali dei tuoi tanti organi fossero nascosti. I viaggiatori, giovani o meno giovani, che incontri mentre “sulla strada” diventano più e più volte completa parte di te, sino all’esser per te amici carissimi, fidati, quasi ti conoscessero – talvolta – molto meglio di chi ti ha invece vista crescere sin da piccolina.
Quest’estate, ad esempio, ho incontrato Renae, mentre io e il mio zaino visitavamo Napoli e la Costiera Amalfitana. Una ragazza dal Texas che ad oggi considero per me come una sorella, nonostante mai avrei immaginato ci saremmo unite e volute bene così tanto quando per la prima volta l’ho vista, seduta su quel divanetto del nostro Hostello, nella città Partenopea che ci ha fatte conoscere.
Abbiamo parlato di cose personalissime, abbiamo condiviso frammenti di vita tanto preziosi che mi è impossibile dimenticarli o anche soltanto vederli offuscati tra i miei pensieri. Le ho raccontato cose che mai avrei pensato sarebbero uscite dalla mia bocca, e così è stato per lei, in modo naturale, semplice ma vividissimo.

E allora, è proprio questo che cerco di dirvi: che quando viaggiate nulla è pianificato, tutto è meraviglia e dono. Ed è quasi una droga, il viaggio. Perchè quando lo provi una volta, anche per poco, un paio di giorni appena magari, poi non ce la fai più, poi non riesci più a farne a meno. E, credetemi, non vedrete l’ora di tornar a casa soltanto per poi ricominciare a viaggiare di nuovo, per organizzare la prossima avventura, uscendo dalla vostra routine quotidiana con tutto l’entusiasmo e l’energia che conservate in corpo.

E la verità è anche questa: quando viaggi, ogni sogno sembra realtà. Perchè tutto è davvero semplice, più del previsto, e vicino. Se infatti desideriamo così tanto viaggiare ora, probabilmente dovremmo solo ammettere a noi stessi di averlo sempre voluto fare. E allora smettiamola di preoccuparci di ogni piccola cosa. Semplicemente, partiamo! Questo è il momento per farlo! Non domani, non tra una settimana, ma ora. Quello di prendere in mano le nostre vite e di decidere che forse partire è la cosa giusta. Il mondo riesce a regalare colori, sapori, profumi ed esperienze incredibili, e l’avercela fatta, l’esser rincasati sani e salvi da una vacanza spericolata che mai avreste pensato di portar effettivamente a compimento, è un qualcosa di magnifico.

Nonostante io sia una persona molto socievole, ho dovuto superar qualche ora difficile appena atterrata a Dublino, mia prima esperienza da viaggiatrice impavida. Ero effettivamente un pochino timida nei confronti del ragazzo che in quei giorni mi avrebbe ospitata e che, più che gentile, è venuto a raccattarmi all’aeroporto in macchina, a notte fonda, senza nemmeno sapere chi fossi. Ma il giorno dopo già tutto mi sembrava casa. Un paio di settimane prima avevo deciso di perdermi in Irlanda, per uscir dalla mia comfort zone quotidiana, per dare una scossa alla mia movimentata ma sempre uguale routine. Ho comprato i biglietti, cercato tra i profili di Couchsurfing quello di un host che mi ispirasse un po’ di fiducia, e sono partita. Ho vissuto a Dublino per tre settimane o poco più, e utilizzo il verbo “vissuto” perchè mi sentivo davvero come una local, una del posto, una che lì ha provato di tutto e non in una chiave prettamente turistica ma, anzi, come una che a Dublino ci è nata e cresciuta. Tutto merito di Will e della sua famiglia, dei suoi amici e dei suoi cari che mi hanno accolta come una figlia, in quella terra da me tanto amata quanto sconosciuta.

So il viaggio ti formi, ti trasformi, ti apra a nuove conoscenze e a nuove vite, ti renda irrimediabilmente geloso della tua vita, e consapevole di quanto questa meriti più di ogni altra cosa di esser vissuta.

Quest’estate, a Napoli, Ryan mi ripeteva in continuazione “Dai Claudia, puoi farlo. Fallo, fallo, puoi farcela, fallo!” e io lo ascoltavo, sorpresa da quanto fosse gentile, generoso e affabile con tutti. E pensavo che anche io avrei voluto imparare a vivere il viaggio nel suo stesso modo, affamata di scoperta e valori, e soprattutto impavida, e coraggiosa. E, finalmente, ci sto riuscendo, lo sto facendo, sto vivendo in un modo completamente diverso da quello passato. Non son più impaurita dall’idea del viaggiare da sola, del partire domattina avendo deciso soltanto la sera prima quale sarebbe stata la meta. Anche le lunghe distanze sembrano tanto vicine e ammetto l’estate trascorsa mi abbia completamente cambiato la vita, in meglio.

Allora, che aspettate? Potete farlo anche voi! Potete partire, sperimentare, provare, conoscere, creare. Smettetela di piangervi addosso o di pensare che sia impossibile, che non potete farlo o che costi troppo. Sempre sempre sognare in grande, esser affamati di conoscenza e nuove idee, e soprattutto concentrati sull’obiettivo da raggiungere, affinchè non venga mai perso per strada il confronto con la realtà. Credetemi, è facile!

E a proposito della fine, del viaggio? Anche questa regala strane emozioni, indimenticabili ma diversissime da quelle della partenza. E a me talvolta regala anche nostalgia, un poco di tristezza e quella che gli americani comunemente chiamano “Post Travel Depression”: depressione,  per l’appunto. Forse capiterà anche a voi. Ma  è un buon segno, significa che tutto è andato bene, che il viaggio veramente ve lo siete goduto. E potreste anche sentirvi un po’ spaesati poi, in questo pazzo mondo fatto di gente che corre e si sfida a suon di moralismo, falsità e corruzione.

Ma non preoccupatevene troppo. Solo, sedetevi e non pensate a niente. Respirate, lentamente. E tutto andrà bene.
Anche io lo faccio, spesso. Sto ancora pensando a che farne, della mia vita, in effetti. E non ho molte risposte a tal proposito, al momento. Ma di una cosa sono certa: ogni giorno contribuisce ad arricchire la persona che sono. E il viaggio, più che mai, ha dato inizio ad un mutamento tutt’ora in corso, del quale vado orgogliosa come non mai.

Il viaggio insegna. A superar le sfide, della vita, di tutti i giorni.

Perchè viaggiare? Perchè potete. E perchè dovreste proprio farlo!

 

English Version

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2 risposte a “Perchè viaggiare?

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