Isola d’Elba in autunno, cosa visitare

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Sono rientrata da poco più di una settimana dall’Isola d’Elba, eppure ancora oggi mi sveglio la mattina sognando di trovarmi ancora là, sulla mia splendida grande terrazza affacciata sulla baia della Biodola, e immersa nel verde tutt’attorno.

Claudia - Isola d'Elba, terrazza

Il relax al mattino sulla terrazza della mia camera, all’Hotel Hermitage dell’Isola d’Elba

Chi l’ha detto che l’Isola d’Elba sia la meta perfetta soltanto per le nostre vacanze estive? Oggi vi racconto perché, quella dell’isola toscana dell’Elba, sia davvero la destinazione ideale anche per tutti i restanti mesi dell’anno. Come ben saprete io l’ho visitata pochi giorni fa, in ottobre, e non me ne pento affatto.

Isola d’Elba in autunno, cosa visitare

Conoscevo molto bene l’Isola d’Elba ma soltanto per sentito dire. Me ne avevano parlato tutti benissimo, e soprattutto i miei amici più cari me l’avevano più volte consigliata come meta ideale per le mie vacanze estive. Tuttavia, ho avuto l’opportunità di visitarla soltanto qualche giorno fa, ai primi veri inizi di quella romantica stagione chiamata Autunno, e mentirei se dicessi che di questa piccola, grande isola io non me ne sia subito innamorata follemente.

Chi già conosce l’Elba saprà che non solo presenta un mare e delle spiagge da sogno, ma anche una flora coloratissima, ricca, ancora selvaggia. Anche per questo, l’autunno diventa la stagione ideale durante la quale concedersi una visita all’Elba per i più svariati motivi, tra i quali sicuramente spiccano quelli outdoor.

Gli appassionati di turismo attivo, ma anche semplicemente di vacanze non soltanto all’insegna del relax ma anche di movimento e sport, saranno più che accontentati. Infatti, è proprio a partire da metà settembre che l’isola si trasforma, lasciando spazio a chi ama fare trekking, o a chi preferisce andare in bicicletta, senza escludere la possibilità di potersi liberamente perdere sull’isola senza l’ausilio di altro se non che del vostro telefonino e di Google Maps.

Isola d’Elba, come arrivare

Raggiungere l’Isola d’Elba è molto semplice, e una volta giunti a destinazione non rimane che l’imbarazzo della scelta sul cosa fare e sul cosa visitare. Possiamo arrivare all’Elba con meno di un’ora di traghetto dal porto di Piombino, oppure in aereo, partendo da Lugano, in Svizzera, e atterrando all’aeroporto de La Pila a Marina di Campo.

Se già sappiamo che nel periodo estivo l’Elba ci accolga con oltre 200 incredibili spiagge per 147 chilometri di costa, con le suggestioni del suo mare dalle mille colorazioni capace di stregarci in un attimo solo, ciò che forse ancora non sappiamo è che l’isola d’Elba sia veramente una destinazione perfetta non solo per la vacanza da (a)mare nei mesi più caldi dell’anno, ma anche per le restanti stagioni più fredde.

Visuale Miniera Calamita.jpg

La visuale dall’alto del promontorio Calamita, parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

Dal mese di settembre, infatti, l’Elba inizia ad esser la destinazione ideale anche e soprattutto per gli amanti di un turismo un po’ più attivo, come per tutti coloro che vorrebbero viversi una vacanza a diretto contatto con la natura incontaminata, e per chi, con amici, in famiglia oppure in coppia, vorrebbe optare per lunghe passeggiate caratterizzate da panorami mozzafiato colorati da una flora variopinta e da una terra scintillante.

Sull’isola avrete soltanto l’imbarazzo della scelta. Di cose da fare, da visitare e anche da assaggiare ce ne sono veramente a bizzeffe. Di seguito, ve ne elenco alcune che, a mio dire, non dovreste perdervi assolutamente.

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

L’isola d’Elba è sede di uno dei Parchi Italiani più importanti e rinomati a livello ambientale, ossia del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, al quale è stata annessa grazie alla sua biodiversità e alla ricchezza geologica e paesaggistica che possiede.

Potrete deciderlo di esplorarlo senza timore alcuno grazie al progetto Elba Smart Exploring che, da un’idea di Visit Elba, ha pensato di realizzare la prima mappatura sistematica di un comprensorio per consentire a chiunque abbia uno smartphone di potersi avventurare alla scoperta di uno dei numerosi percorsi outdoor dell’isola in totale libertà.

Grazie a Google Maps e alla sua funzione Street View, infatti, sappiamo che ad oggi orientarsi sia sempre meno complicato. L’Isola d’Elba ha quindi pensato, in collaborazione con Federico Debetto, Google Street View Trusted Photographer, di riprendere e mappare più di 200 spiagge, e 400 chilometri di sentieri – in continuo aggiornamento – per permettere a chiunque di fare trekking o di andare in bicicletta sull’isola senza perdere l’orientamento.

Bikes - Miniera Calamita

Le bici utilizzate da me e da altri tre impavidi colleghi in un lungo tour a due ruote sul promontorio Calamita

Sono circa quindici i percorsi attualmente suggeriti dal sito ElbaSmartExploring.com, ma sappiamo ce ne saranno presto molti di più. Quel che è certo è che l’Isola d’Elba sia veramente un tesoro a misura d’uomo, tutto da esplorare.

Portoferraio

Anche l’arte, la storia e la cultura, però, all’Isola d’Elba rappresentano una parte importantissima del territorio. Sull’Isola d’Elba, infatti, si sono susseguiti prima i Fenici, poi gli Etruschi e i Romani, ma anche barbari e pirati, per non dimenticare il grande Napoleone.

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La splendida visuale da uno storico Forte a Portoferraio

Come ben saprete, Napoleone venne esiliato all’Isola d’Elba tra il 1814 e il 1815, a seguito della rovinosa battaglia di Lipsia. Da imperatore di intera Europa, Napoleone venne “condannato” all’esilio sull’isola, ma in realtà – al contrario di quanto ancora in molti oggi pensano – la sua non fu una vera e propria prigionia. Fu lui stesso a scegliere l’Elba come sua isola, portandovi inoltre più innovazioni di quanto qualsiasi governo precedente avesse mai fatto.

Anche per questo, non posso che consigliarvi una visita a Portoferraio. La cittadina, che deve il suo nome al ferro e alle sue miniere, è proprio con la permanenza di Napoleone Bonaparte, che qui si stanziò in virtù del suo esilio dopo le sconfitte in campo europeo, che conobbe il suo periodo di massimo splendore.

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Visuale di Portoferraio dall’alto di una sua scalinata

In particolar modo vi consiglio una visita alla Palazzina dei Mulini (dove Napoleone abitò per tutta la permanenza sull’isola) oltre che al Teatro dei Vigilanti, ma anche a Villa San Martino, acquistata dallo stesso Napoleone per farne sua residenza estiva e suo nido d’amore per l’amante Maria Luisa, che tuttavia non lo raggiunse mai sull’isola.

Il promontorio Calamita

Un’altra splendida attrazione che merita veramente una visita sull’isola è il suo più famoso Monte Calamita, sul quale si trova una delle miniere più grandi dell’isola. Niente meno che un tripudio di profumi e colori, con la sua terra nera, ma anche gialla, arancione, blu e verde per la magnetite di cui è costituito il terreno, il Monte Calamita racchiude e contiene più del 70% di ferro e anche per questo con l’esposizione ai fattori metereologici più comuni si ossida, dando pieno sfogo alla creatività.

La Grande Miniera del Ginevro al Calamita è rimasta in funzione fino agli anni ’80, presenta quasi 8 chilometri di tunnel fino ad una profondità di 24 metri sotto al livello del mare, e soltanto per costruirla ci sono voluti 20 anni.

I lavori al suo interno partono ufficialmente attorno agli anni ’40, dove centinaia di minatori lavoravano dalle 7 del mattino alle 3 del pomeriggio, e ancora dalle 3 del pomeriggio fino alle 9 di sera riuscendo ad avanzare, sottoterra, di un metro di tunnel a settimana.

I quasi 8 chilometri di tunnel che possiamo visitare ancora oggi sono stati ultimati negli anni ’60, e solo da quel momento si è riusciti a rendere effettivamente attiva la Miniera, iniziando a trarne magnetite.

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Uno dei tunnel interni alla Miniera Calamita. La luce in realtà è molto molto fioca. La foto che vedete qui sopra è stata ritoccata al computer per permettervi di notare come siano in realtà i tunnel della miniera

Negli anni ’80 però la Miniera venne chiusa a causa dei suoi alti costi. All’epoca, infatti, costava molto meno importare ferro da paesi più poveri, quali Africa e Sud America, dove la manodopera non era retribuita. Nonostante i sacrifici e la difficilissima vita che i minatori subivano ogni giorno, furono moltissimi gli scioperi indetti dagli stessi minatori negli anni ’80, per opporsi alla chiusura della Miniera che li avrebbe inevitabilmente lasciati senza lavoro. Ad oggi, è ancora considerata riserva strategica da parte dello Stato Italiano, che potrebbe quindi riaprirla in estremo caso di necessità.

Ma non solo magnetite sull’Isola d’Elba. Dal lato opposto dell’isola, infatti, si trova anche il così chiamato “regno del granito“, con il famoso sentiero dei Mostri di Pietra, figure naturali di pietra dalle varie forme e dimensioni, formatesi nel corso di decine di milioni di anni a seguito dell’erosione atmosferica su diversi tipi di roccia, alle pendici del Monte Capanne.

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Una foto dei Mostri di Pietra dell’Isola d’Elba gentilmente concessami da un collega

E voi siete mai stati sull’Isola d’Elba? Quando l’avete visitata, in estate o in altre stagioni? Cosa vi è piaciuto di più di questa splendida isola?

Una risposta a “Isola d’Elba in autunno, cosa visitare

  1. Sull’isola d’Elba ci sono alcune delle spiagge a cui ho legato alcuni tra i più bei ricordi della mia adolescenza! Bellissimi però anche gli itinerari di trekking immersi nel verde… C’è davvero tanto da scoprire in un’isola così piccina!

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