La Bretagna mi ha riportata a casa.

Così, se la Grecia mi aveva re-insegnato ad essere me stessa, e il Belgio a credere nel “non è mai troppo tardi”, il mio viaggio in Bretagna mi ha insegnato ad amare.

Ad amare me stessa un po’ di più, e anche gli altri, ma in modo incondizionato e sincero. Ad amare anche la vita, e a ricordarmi di volerla vivere davvero giorno per giorno, e sempre col sorriso e con la grazia nel cuore, capace di credere nel potere del bene sempre.

La Bretagna mi ha insegnato ad amare i Francesi, e anche i Bretoni addirittura di più, che se anche prima di partire avevo paura che la convivenza forzata ci avrebbe distrutti ho invece imparato che è stato esattamente l’opposto.

Ad amare la tranquillità che in Bretagna sembra esistere ovunque, coi suoi chilometri di campi coltivati e di mucche al pascolo quasi a ricordarti che il Paradiso esiste e non è irraggiungibile. Ad amare le cose semplici, perché in Bretagna son quasi tutti contadini oppure pescatori e va bene anche così. Ad amare gli sconosciuti che decidono di chiederti chi sei e che vogliono raccontarti la loro vita, come lo strano Parigino incontrato sulle sponde di Saint Suliac.

E poi, la Bretagna, mi ha insegnato ad amare di più casa mia.

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Vivere un sogno – MAISON CHRISTIAN LACROIX: la Costa Azzurra al Mandeville Hotel di Londra

Per me, tutto questo è la Domenica. Come oggi. Un giorno in cui senza problemi puoi decidere a piacimento di restar in short e canotta senza trucco e con un maxi bun in testa tutto il giorno, oppure – al contrario – in cui puoi pensarla diversamente. Puoi svegliarti e volertela vivere al massimo, questa giornata tutta per te. E allora magari ti prepari, ti fai la piega ai capelli e ti trucchi divinamente. Poi esci, fai un giro, scopri il mondo, sorridi, ami, baci, abbracci e sei felice, semplicemente.

Questa è la Domenica, e da qui io parto per spiegarvi cosa vorrei fare oggi: SOGNARE, IN GRANDE, soprattutto. #PodereMadonnina

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GRECIA: HALKIDIKI – Sithonia e Monte Athos

Oggi a Milano il sole lo si intravede appena. Non fa caldissimo ma, al contrario, la pioggerellina dei giorni scorsi ha finalmente abbassato un poco le temperature. Perciò forse non starete sognando di scappare dall’afa Lombarda come nei giorni scorsi, ma se comunque vi va di catapultarvi nel paradiso caraibico (che poi caraibico non è, ma semplicemente di Grecia del Nord si tratta) della Penisola Calcidica – dita 2 e 3 – beh, ecco. In tal caso non vi resta altro che leggere il mio ultimo articolo qui sotto. ❤ #PodereMadonnina

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GRECIA – Halkidiki: KASSANDRA e il paradiso all’improvviso

A Milano fa caldo, non si respira, il sole c’è e scotta pure. Le piscine sono affollate, l’asfalto brucia le suole. Insomma, pare quasi l’inferno abbia aperto le porte. Volete evadere per un po’ dall’afa padana e sognare i Caraibi a portata di mano? Scoprite insieme a me perchè Kassandra, la prima delle “tre dita” della penisola Calcidica, è una di quelle mete da segnare in pennarello rosso su di un post-it che dal frigo non dovreste staccare mai e poi mai. (O per lo meno, non finché non la visiterete e non ve ne innamorerete perdutamente come accaduto a me).

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AGAPISA TIN ELLDA

Ieri pensavo, e rimuginavo tra me e me. E mi chiedevo cosa mancasse, perchè lo sentivo, che c’era qualcosa che mancava. Quasi un tassello invisibile che non capivo che forma avesse ne tanto meno immaginavo dove potesse essere finito. E per questo, allora, ecco, non ero proprio felice felice. Ero soltanto felice, ma da ripeterlo una volta sola e non due. E io invece vorrei aver sempre il cuore che palpita, e l’iperattività a mille perchè sei talmente entusiasta che quasi non riesci a crederlo o a capacitartene o a spiegarti come il tutto possa esser capitato.

Poi stamattina, con calma, mi sono svegliata. Ho stiracchiato le braccia, ho fatto yoga, e poi ho aperto la valigia. Profumi, colori, vestiti stropicciati. Poi ho bevuto il caffè, poi mi sono seduta sul divano, e poi – finalmente – ho capito quale fosse il tassello mancante che cercavo disperatamente da più di 24 ore.

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Finalmente.

Ieri ho ricominciato. Ho iniziato, di nuovo. Son tornata alla scoperta del mio desiderio più grande e più vero, o forse in poche parole ho semplicemente lasciato il porto pronta a falcar nuovi mari e orizzonti sconosciuti. Ieri sono partita per un nuovo viaggio: quello alla scoperta di una professione che ho sempre sognato di esercitare e che in un modo o nell’altro è diventata ufficialmente la mia realtà quotidiana. Sono una Globetrotter riconosciuta. Ufficialmente una Travel Journalist. E anche una Travel Blogger full time. E non è uno scherzo. Finalmente.

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Lontano non è mai abbastanza

Puoi viaggiare quanto vuoi, puoi cercare di scappare da te e dagli altri e dal mondo, ma non correrai mai più veloce del tuo destino. La vera te, con pregi, difetti, errori e certezze, continuerà imperterrita a sbucar fuori, quando meno te lo aspetti e quando meno lo desideri soprattutto. Che viaggiare, alla fin fine, non è davvero una corsa verso l’inaspettato ma forse un abbraccio a ciò che tu sei o diventerai. Perché quando parti, con uno zaino sulle spalle o una valigia sotto braccio, non sai certo cosa ti attenderà nelle prossime ore, nei prossimi giorni o cose così. Ma quello di cui non puoi dubitare, è che da quei giorni “out” tornerai cambiato.

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IN VALIGIA HO RITROVATO ANCHE ME

#Sanremo2016 è quella cosa che se ci pensi ti viene da piangere di gioia, e dalla commozione, e ti viene da gridarlo al mondo che sì, sei fortunata per davvero. Ma l’anno scorso, ad esempio, non era stato così. Perché un anno fa non sapevo chi ero io, e stavo cercando di ritrovare me stessa in un mare ancora sconosciuto nel quale galleggiavo senza saper nuotare. Stavolta, invece, è cambiato tutto. E sono finalmente pronta a ricominciare. ❤

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