Sabato. Piazza Salandra. Si stava lì, ci si incantava a guardarla e dopo un po’ non si riusciva più a staccarle gli occhi di dosso. Il cielo azzurro, le rondini in volo e tutto quel profumo di felicità. I vecchi del paese sedevano sulle panchine brandendo un giornale. Parlavano tra loro come se niente fosse. I bambini si rincorrevano divertiti, i giovani ridevano e brindavano alla vita. Suonarono le campane a mezzogiorno. In lontananza, una musica jazz probabilmente diffusa da un baretto lì vicino. “Il sottofondo perfetto ad un ritratto di quel che amo di più” pensai. “Questo è il mio Bel Paese, la mia Italia Bella”.
La città che sussurra al tempo
Nel cuore del Salento ionico, Nardò si offre al viaggiatore come un luogo sospeso. La luce dorata del barocco e la forza silenziosa della terra mediterranea la caratterizzano nel profondo. Non è solo una città da visitare ma, a tutti gli effetti, un’esperienza da vivere con lentezza, in un dialogo costante tra storia, arte e quotidianità. Piazza Salandra è l’autentico capolavoro di urbanistica meridionale che ci accoglierà nel cuore del centro storico del paese. Capace di incarnare una bellezza senza tempo, è adornata dalle caratteristiche architetture scolpite nel carparo leccese. La guglia dell’Immacolata si erge come una preghiera e i palazzi nobiliari abbracciano lo sguardo e raccontano secoli di vita vissuta. Qui la memoria si fa viva, custodita dal respiro delle voci, dai profumi, dalla luce che cambia colore ad ogni ora del giorno.
Tesori d’arte e spiritualità
Passeggiando per il centro storico potremo godere di un itinerario denso di luoghi sacri e dimore storiche capaci di raccontare l’identità profonda della cittadina. Tra tutte la Cattedrale di Santa Maria Assunta, fondata in epoca normanna e ricostruita dopo il sisma del 1743, che custodisce affreschi trecenteschi e il celebre Cristu Gnoru, crocifisso ligneo dalla pelle scura, venerato come simbolo di protezione e mistero. Poco distante, immancabile una visita alla Chiesa di San Domenico, che svela le sue volute barocche sopravvissute alle ferite del terremoto, mentre la Chiesa di Santa Chiara e l’antico Monastero dei Carmelitani arricchiscono l’itinerario spirituale con un senso di raccoglimento e armonia. Non mancano le dimore nobiliari come Palazzo Personè, Palazzo Tafuri, Palazzo De Noha – oggi in parte trasformate in strutture ricettive di charme ma ancora conservatrici dell’intatta suggestione dei cortili interni, alimentata inoltre dagli stemmi scolpiti e dalle terrazze affacciate ai tetti di pietra. I musei civici, il Teatro Comunale e gli spazi espositivi temporanei confermano la vocazione culturale di una città che non smette di interrogare il passato per disegnare un futuro sempre più di successo.
Identità salentina tra gusto e cultura
Abbracciato a questo cuore antico, Nardò ha saputo costruire un presente fatto di qualità e radici. Luoghi come La Vetrina del Gusto, nel pieno centro storico, sono testimoni di una rinascita culturale che passa anche attraverso il cibo. Vivere il paese e scoprirlo nel profondo equivale altresì ad un viaggio nel gusto. Pasticciotti, tozzetti al vino, conserve e vini naturali raccontano una tradizione che si rinnova e che rende grande questo diamante del Salento ancora oggi. Tra i protagonisti indiscussi della scena enologica locale la cantina Schola Sarmenti, che conserva l’antica arte dell’alberello pugliese offrendo vini che parlano di terra, sole e sale marino. Dai vigneti affacciati al mare nascono etichette premiate a livello internazionale, veri ambasciatrici del gusto salentino nel mondo.



Il mare come orizzonte dell’anima
Ma Nardò non è soltanto pietra e memoria: è anche acqua, vento e orizzonti limpidi. Le sue marine – da Santa Caterina a Santa Maria al Bagno, da Sant’Isidoro fino alla selvaggia Porto Selvaggio – offrono scenari che nulla hanno da invidiare ai paradisi tropicali. Porto Selvaggio, in particolar modo, con il suo parco naturale illuminato dai riflessi delle acque turchesi che vi si affacciano, è un vero gioiello ecologico, anche riconosciuto dal FAI come uno dei “Luoghi del Cuore” italiani. Qui tra pinete, grotte e sorgenti carsiche, la natura conserva il suo volto originario. Quando il giorno volge al termine e il tramonto tinge di rame la pietra barocca, Nardò si trasforma in una visione: non solo una meta, ma una promessa. Un invito discreto, eppure irresistibile, a riscoprire la verità più profonda del Salento. Dove tutto nasce, lentamente cresce e poi resta nel cuore per sempre.
Scopri di più da Claudia Cabrini - Giornalista di Viaggi e Spettacolo
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