Rocca Pietore: cosa visitare nel cuore della Marmolada, tra le Dolomiti UNESCO

Foto concessa dall’Ufficio del Turismo di Sottoguda, scatto di Lorenzo De Simone

Tra i 1200 e i 1500 metri di altitudine, incastonato nel complesso delle Dolomiti UNESCO, si trova il grazioso comune di Rocca Pietore, poco più di 1000 abitanti suddivisi in oltre 35 frazioni. Conosciuto come La Ròcia in ladino, dialetto tipico della zona, è proprio lì, nel cuore della Marmolada, che ho avuto il piacere e la fortuna di vivermi una magica settimana alla scoperta del territorio, circondata da boschi incantati e dalle affascinanti Dolomiti tutt’attorno.

Con i suoi 76 chilometri quadrati di superficie, Rocca Pietore è un comune assai vasto per la Marmolada. A soli pochi chilometri da Belluno, circa 50 minuti in auto, è infatti uno dei paesi più estesi di tutto l’Argordino, anche Bandiera Arancione del Touring Club italiano, prestigioso riconoscimento del quale il comune è insignito già dal 2018 e Borgo più Bello d’Italia grazie alla sua frazione Sottoguda, della quale vi parlerò a breve.

Dopo avervene dunque parlato a più riprese sui Social e in particolar modo sui miei canali Instagram e Facebook dove vi invito a seguirmi sempre, sono ora pronta a raccontarvene anche qui affinché a vostra volta possiate visitare Rocca Pietore e innamorarvene perdutamente, proprio come accaduto a me.

Lo splendido panorama di Laste, villaggio di Rocca Pietore – Foto del Consorzio Turistico della Marmolada

Perfetta destinazione turistica per una vacanza di totale relax ma anche per un viaggio in famiglia, con gli amici oppure in coppia, grazie alle interessanti e molteplici attività fruibili sul territorio Rocca Pietore diventa la meta perfetta per i propri soggiorni in qualsiasi caso, indipendentemente da cosa si vada cercando.

Tra le escursioni più interessanti nel corso del mio primo soggiorno a Rocca Pietore, anche quella che mi ha vista arrivare sino alla cima del Passo Padon, con la visita alle trincee della Grande Guerra combattuta proprio su quelle medesime rocce. Come forse saprete, infatti, il primo conflitto mondiale avvenuto tra il 1914 e il 1919 vide protagoniste anche le Dolomiti e la zona della Marmolada dal 1915 al 1917.

A tal proposito, imperdibile il percorso di trekking che dal Passo Fedaia potrà condurci sino al Bivacco Bontadini, limitrofo all’ingresso delle trincee che ho visitato io. Il consiglio è quello di intraprendere questo percorso con la guida locale Luca Lorenzini, Accompagnatore di Media Montagna che ha guidato anche me in quell’occasione. Per richiedere informazioni al riguardo vi basterà contattare l’Ufficio Turistico di Sottoguda.

Proprio nel mese di agosto, inoltre, il comune di Rocca Pietore propone una serie di eventi molto interessanti. Tra questi anche l’Experience Padon, escursione in giornata che vi permetterà di percorrere il medesimo sentiero che ho seguito io, terminando la giornata presso il Rifugio affacciato alla Marmolada, dal quale potrete beneficiare di una vista paradisiaca. In questo caso, l’Experience Padon tornerà al punto di partenza seguendo un percorso in discesa diretto alle rive del Lago Fedaia, medesima via di ritorno che avrei dovuto percorrere anche io se il maltempo non ci avesse rovinato i piani.

L’escursione Experience Padon è gratuita per tutti gli ospiti delle strutture associate al Consorzio Turistico Marmolada Rocca Pietore mentre la quota di partecipazione è di 30 euro per gli ospiti delle altre strutture. Anche in questo caso, per prenotare dovrete rivolgervi all’Ufficio Turistico locale entro le ore 12:00 del giorno precedente.

La Piazza principale di Sottoguda, dominata dalla splendida Chiesa dei Santi Fabiano, Rocco e Sebastiano

Se una volta rientrati a Rocca Pietore vorrete poi concedervi un pomeriggio di relax, perché non visitare lo splendido villaggio di Sottoguda? Anche Borgo più bello d’Italia, il villaggio di Sottoguda dista soltanto una decina di minuti a piedi da Rocca Pietore e anche per questo può essere raggiunto semplicemente camminando, se lo si desidera. Una vera chicca del territorio, Sottoguda è il caratteristico borgo alpino che non ti aspetti. Affacciato a sua volta alle Dolomiti UNESCO e soltanto a pochi passi dai Serrai di Sottoguda (momentaneamente chiusi al pubblico per lavori, con probabile riapertura nel 2023), il villaggio di Sottoguda trova riparo tra le valli di Fodom Arabba, Fassa e il rinomato Lago di Alleghe.

Uno dei Tabièi di Sottoguda, ad oggi ristrutturato e adibito ad uso abitativo privato

Anche famoso per i suoi tabièi, gli storici fienili locali realizzati interamente a mano e ad oggi in gran parte ristrutturati e trasformati in splendide abitazioni uniche nel loro genere, Sottoguda è veramente un Borgo da non perdere per nulla al mondo. Lì dove ancora si respira una pace introvabile altrove, con quel pizzico di magia capace di rendere tutto straordinario, vivono ad oggi circa 80 abitanti, dei quali ben 12 piccolissimi. Anche a Sottoguda infatti ha sede una scuola dell’infanzia locale, dove 12 bambini crescono spensierati e circondati da un Paradiso in terra non da poco.

Tra gli edifici imperdibili a Sottoguda anche la sua graziosa Chiesa, dedicata ai Santi Fabiano, Rocco e Sebastiano, decorata sulla sua facciata d’ingresso con le statue dei Santi che si racconta salvarono la popolazione da una terribile epidemia di peste agli inizi del 1400. Tra le peculiarità di questo piccolo prezioso gioiello nel cuore di Sottoguda anche la grande chiave in ferro battuto, lavorata a mano, che ancora oggi occorre per aprire il portone della Chiesetta ed entrarvi.

Esiste una sola copia della chiave della Chiesa di Sottoguda: si trova a San Pietro, in Vaticano ed è stata donata al Vaticano in occasione dell’ultima visita di Papa Giovanni Paolo II a Rocca Pietore

Ed è proprio a Sottoguda che potrete acquistare qualche souvenir unico nel suo genere dopo aver visitato due laboratori artigianali di cui ancora oggi si fa vanto il villaggio. Il primo laboratorio del quale vorrei parlarvi oggi è quello del ferro, La Fosina. Aperto al pubblico per la prima volta nel 1923, da generazioni vede la famiglia De Biasio portare avanti l’arte del ferro battuto a mano, con creazioni ancora oggi uniche e l’ideazione di pezzi originali grazie alle competenze innate dei fratelli Carlo e Davide De Biasio. “Non creiamo oggetti su misura” spiega Carlo De Biasio mostrandomi i dettagli del suo lavoro, “abbiamo un nostro stile, degli oggetti in ferro battuto che ci rappresentano. Chi viene da noi desidera proprio qualcosa di nostro, ci viene a trovare apposta perché conosce la nostra tradizione”.

Uno degli esempi dell’arte del ferro battuto a mano dei fratelli De Biasio, all’ingresso del laboratorio artigianale e della bottega La Fosina

Altrettanto interessante, inoltre, anche una visita ad Artigianlegno e Deem, altra bottega condotta da generazioni che ha fatto dell’arte di intagliare il legno la sua fortuna. Un mestiere antico capace di valorizzare una risorsa naturale quale quella del legno, e una famiglia che riesce a rendere un semplice tronco un pezzo d’arte unico e incantato. Sempre qui potrete così visitare la bottega di Artigianlegno e il loro laboratorio artigianale, lasciandovi inoltre ammaliare dal luccichio dei Gioielli Deem, collezione di gioielli unica nel suo genere realizzata in legno e cristalli Swarovski.

Rocca Pietore e i suoi villaggi rappresentano la destinazione ideale per le vacanze di tutti, anche per questo sono certa di non poterne più fare a meno d’ora in poi. Inoltre, è pur sempre vero che non basta una sola visita per conoscere bene un luogo. Anche per questo spero di poter tornare a Rocca Pietore al più presto, per potervene raccontare ogni volta di più.

Non dimenticarti di continuare a seguire il Blog se desideri nuovi aggiornamenti su Rocca Pietore, tra le Dolomiti UNESCO nel cuore della Marmolada.

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