Roberta Durante pubblica Taccuino per scrittori di cartoline. Saluti e baci dal mai: cinquanta viaggi tra memoria e scrittura

Roberta Durante pubblica Taccuino per scrittori di cartoline. Saluti e baci dal mai: cinquanta viaggi tra memoria e scrittura

Con Taccuino per scrittori di cartoline. Saluti e baci dal mai, Roberta Durante firma un libro singolare e difficilmente classificabile, sospeso tra racconto breve, taccuino di viaggio e prosa poetica. Il volume, pubblicato nella collana Umano/troppo/umano di Kellermann Editore, raccoglie cinquanta testi che assumono la forma di cartoline letterarie: brevi attraversamenti narrativi in cui città, paesaggi e ricordi si intrecciano fino a comporre una vera e propria geografia interiore.

Non si tratta di un libro di viaggio nel senso consueto del termine. Le città che affiorano nelle pagine di Durante non sono semplicemente mete da descrivere o scenari da raccontare. Diventano piuttosto punti di condensazione della memoria, luoghi in cui qualcosa è stato lasciato o raccolto lungo il cammino della vita.

Ne nasce così una mappa sentimentale in cui ogni luogo coincide con un frammento di esperienza.

Cinquanta cartoline letterarie tra città reali e immaginazione

La struttura del libro è tanto semplice quanto efficace: cinquanta cartoline prive di immagine, affidate unicamente alla forza evocativa della lingua.

Da New York a Vittorio Veneto, passando per città europee e paesi di provincia, Roberta Durante costruisce una sequenza di brevi testi che si muovono tra descrizione, intuizione poetica e improvvise deviazioni narrative. Il paesaggio non viene mai restituito in modo puramente realistico. Ciò che interessa all’autrice è piuttosto il momento in cui un luogo diventa esperienza, quando un dettaglio — una strada, una piazza, un incontro — si trasforma in detonatore di memoria.

Ogni cartolina funziona così come una micro-narrazione. Alcune si sviluppano come fulminanti intuizioni liriche, altre aprono parentesi più ampie, in cui il racconto si allarga fino a sfiorare la confessione.

L’effetto complessivo è quello di una guida anomala, ben lontana dall’apparire mero itinerario turistico, ma piuttosto vero addestramento poetico allo sguardo.

Il viaggio come esperienza della memoria

Uno degli aspetti più interessanti del libro risiede proprio nel modo in cui Durante rilegge l’idea stessa di viaggio. In un tempo dominato dalla rapidità degli spostamenti e dalla proliferazione di immagini digitali, le sue pagine restituiscono al viaggio una dimensione più lenta e riflessiva.

Un recente intervento critico ha anche accostato questo lavoro alla tradizione del “Mondo Nuovo”, lo spettacolo ottico diffuso tra Sette e Ottocento che permetteva di osservare vedute di città lontane attraverso una lente prospettica. Anche in quel caso il viaggio era soprattutto un’esperienza dello sguardo e dell’immaginazione.

Così, anche grazie ad una penna maestra di rara completezza, nel libro di Roberta Durante accade qualcosa di molto simile. Assistiamo, pagina dopo pagina, alla trasformazione empirica delle città che divengono figure mentali prima ancora che coordinate geografiche. Non tanto luoghi da visitare, quanto spazi da attraversare soprattutto interiormente.

In questa prospettiva, la cartolina assume un significato diverso rispetto alla tradizione e ci rimanda non più alla semplice testimonianza di un passaggio ma, piuttosto, alla forma breve capace di trattenere una scintilla di esperienza.

Roberta Durante tra poesia, narrativa e sperimentazione

Autrice tra le più originali della sua generazione, Roberta Durante ha costruito negli anni un percorso letterario che attraversa poesia, narrativa e arti visive. Poetessa e illustratrice, ha sempre lavorato su forme ibride di scrittura, capaci di unire tensione lirica e racconto.

Il suo romanzo I bimbi sperduti (Einaudi, 2023) ha mostrato con chiarezza questa vocazione alla contaminazione dei generi. In precedenza erano arrivati libri come Nella notte cosmica (Sossella) e Le istruzioni del gioco (Le Lettere), accompagnati da uno scritto di Tiziano Scarpa.

Con Taccuino per scrittori di cartoline questa sua inarrestabile ricerca trova una nuova direzione. Quella di una prosa frammentaria ma intensamente poetica che procede per intuizioni e immagini più che per sviluppo lineare.

Il dispaccio di Giulio Casale che apre il libro

Ad aprire il volume è un intervento di Giulio Casale, musicista e autore teatrale noto anche come voce della rock band Estra. Il suo contributo prende la forma di un “dispaccio”, quasi una comunicazione urgente rivolta ai lettori.

Il tono è ironico e complice mentre Casale descrive Durante come una scrittrice visionaria, capace di trasformare un semplice taccuino di viaggio in un dispositivo poetico fatto di allegorie, intuizioni e voci interiori.

Il suo testo funziona come una sorta di avvertenza iniziale. “Badate bene, cari lettori” ci spiega, “che queste cartoline non vanno lette come annotazioni di viaggio tradizionali ma come aperture improvvise verso un territorio più instabile e immaginario”.

Un atlante sentimentale dei luoghi attraversati

Al termine della lettura, Taccuino per scrittori di cartoline. Saluti e baci dal mai appare come un piccolo atlante dell’esperienza. Le città, i paesi, le strade evocati nelle pagine non costituiscono tanto una geografia del mondo quanto una geografia della memoria, delle emozioni, del cuore pulsante di ognuno di noi. Ogni cartolina è una soglia. Un luogo da cui riaffiora qualcosa — un ricordo, una perdita o forse un’intuizione.

Ed è forse proprio qui che risiede la forza del libro. Nella capacità di trasformare la forma più breve e apparentemente leggera della scrittura di viaggio in un esercizio di precisione emotiva. In un invito infondo infinito a tornare a guardare i luoghi con la stessa attenzione con cui si leggono le parole.


Scopri di più da Claudia Cabrini - Giornalista di Viaggi e Spettacolo

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