
Ve lo avevo anticipato nei giorni scorsi, ed eccomi pronta a mantener la parola. Complici le vacanze natalizie di questi ultimi giorni, ho interrotto sul Blog i miei racconti dal Senegal, terra della Teranga che mi è rimasta veramente nel cuore e che ho avuto la fortuna di vistare a pochi giorni dal Natale.
Se negli articoli precedenti vi ho elencato un po’ di informazioni utili su questa destinazione tutta da esplorare, parlandovi poi del Lago Rosa del Senegal famoso in tutto il mondo per le particolari colorazioni delle sue acque, torno oggi a narrarvi di un’altra escursione veramente speciale; quella al villaggio Cristiano e Musulmano di Joal Fadiouth, dove ancora oggi due popoli completamente distinti vivono in pace, fratellanza e armonia senza lasciarsi assolutamente dividere né spaventare da due religioni apparentemente contrastanti.
Senegal: alla scoperta del villaggio di Joal Fadiouth, dove Cristiani e Musulmani convivono e vengono sepolti insieme

Come già detto, oggi sono davvero molto felice di accompagnarvi alla scoperta di una nuova tappa Senegalese tanto speciale. In Senegal, infatti, esiste un villaggio capace di rappresentare uno dei più grandi esempi di pace e tolleranza al mondo, dal quale dovremmo tutti imparare.
Sto parlando del piccolo villaggio di Joal Fadiouth, a soli 98 chilometri dalla capitale del Paese, Dakar, niente meno che un vero e proprio paradiso in terra capace di inculcarci un profondo senso di pace nel cuore, dal quale dovremmo comprendere ed apprezzare l’idea che l’unità nella diversità non sia affatto un’utopia.

Non lontano dalla località di Saly Portudal ed a soltanto due ore di macchina dalla capitale senegalese di Dakar, ci accoglie il caratteristico porticciolo di Joal, dandoci il benvenuto in un antico villaggio scoperto soltanto nel XV° secolo da alcuni esploratori portoghesi, che ha saputo però, negli anni, conservare tutte le sue peculiarità. La sua importanza è legata soprattutto al fatto di aver visto nascere Leopold Sedar Senghor, primo presidente del Senegal che ha guidato il paese per oltre 20 anni garantendo stabilità politica e religiosa in una terra nella quale, all’epoca, viveva una popolazione al 90% musulmana. La cosa certamente più particolare, però, sta nel fatto che Leopold Sedar Senghor fosse Cristiano.

Immaginereste mai nel 2020 una nazione musulmana governata da un presidente cristiano? Ebbene, questo è ciò che in Senegal accadde per la prima volta molti anni fa.
Quella che ai nostri occhi potrebbe sembrare una rivoluzione inaspettata, nella terra della Teranga, in realtà, non corrisponde ad altro che alla normalità. Vi stupirà scoprire, infatti, che le cose in Senegal stiano così ancora oggi – basti pensare che in un territorio dove risiedono oltre 16 milioni di persone con un tasso di crescita di circa 500mila abitanti ogni anno, convivano pacificamente sia i musulmani, circa il 95% della popolazione, che i cristiani, che raggiungono a malapena il 5%.
Ed è proprio da qui che nasce la fama dello splendido villaggio di Joal Fadiouth, conosciuto in tutto il Senegal per esser l’unico esempio mondiale di convivenza pacifica tra Cristiani e Musulmani. La cosa davvero straordinaria è che gli abitanti del villaggio possano sposarsi tra loro in totale libertà, dando così, il più delle volte, vita a famiglie dal duplice credo religioso, comunemente definite miste. Ai figli nati da coppie miste, viene poi concessa la possibilità di scegliere in autonomia a quale religione appartenere, mentre tutti già sanno che, al momento opportuno, le loro salme si riuniranno in un luogo sacro comune, il Cimitero delle Conchiglie, all’interno del quale sia Cristiani che Musulmani riposeranno insieme per l’eternità.

Anche Papa Giovanni Paolo II, nel corso della sua visita al villaggio il 22 febbraio 1992, sottolineò il valore di questa convivenza pacifica capace di fare da esempio al mondo intero:
“All’arrivo dei primi Cristiani nella sua terra, il popolo senegalese ha dato al mondo un buon esempio di questa collaborazione”, spiegò Papa Giovanni Paolo II, ricordando soprattutto di quanto fosse fattiva la partecipazione tra guide religiose nella scuola e anche nella realizzazione di chiese, moschee e cimiteri come quello sull’isola di Fadiouth.
L’isolotto di Fadiouth, con i suoi settemila abitanti, vede le sue fondamenta basarsi su degli accumuli di splendide conchiglie bianche, depositate dalle maree nei secoli. Il villaggio è coloratissimo ma anche molto rurale. La sua grande bellezza, però, sta proprio nella splendida fratellanza tra Cristiani e Musulmani.
A pochi metri di distanza l’una dall’altra, nel pieno centro di Fadiouth, sorgono una Chiesa e poi una Moschea. Le strade del villaggio sono di terra battuta, e di conchiglie bianchissime che, a tratti, ci fanno rivivere la magia di una favolosa avventura, colorata, affascinante e veramente speciale.
Il Cimitero delle Conchiglie è un posto veramente magnifico, che trasmette serenità nonostante si tratti di fatto di un luogo sacro solitamente accomunato a ben altre emozioni. Una suggestiva visita al Cimitero delle Conchiglie è d’obbligo. Si tratta di niente meno che del luogo sacro per eccellenza sull’isola, lo stesso al quale ho fatto riferimento poche righe fa e dove Cristiani e Musulmani possono riposare assieme. Il Cimitero delle Conchiglie è anche l’unico al mondo nel quale sia possibile trovare questa comunità e vicinanza tra lapidi di credenti di etnie contrapposte, e proprio per questo può far specie vedere Cristiani e Musulmani sepolti a soli pochi centimetri di distanza tra loro.
Per raggiungere il Cimitero delle Conchiglie, che si affaccia su di un panorama veramente mozzafiato, dovremo attraversare un pontile di legno molto lungo, bellissimo, sul quale i bambini giocano a rincorrersi a perdifiato prima di tuffarsi direttamente in mare. Il Cimitero delle Conchiglie nasce infatti su di un’isoletta piccina, un vero e proprio promontorio arricchito da infinite cascate di conchiglie sulle quali camminare, trasportate in oltre 9 secoli di duro lavoro dalle donne del posto.
Sarebbero state proprio le madri e le mogli del villaggio a lavorare per centinaia di anni alla costruzione di questo splendido luogo sacro. Con oltre 9 metri di conchiglie ammassate, sarebbero riuscite ad “alzare” il Cimitero al di sopra del livello del mare.

Le tombe che ritroviamo all’interno del Cimitero sono davvero particolari, adornate a loro volta di conchiglie bianche e caratterizzate da grandi croci di legno laccate di vernice. Spetta ad un gigante Baobab, invece, l’arduo compito di rende il Cimitero delle Conchiglie ancor più affascinante e particolare, capace di divenire addirittura romantico se visitato al tramonto, con quel sole arancio e l’infinito tutto attorno.

Insomma, il Cimitero delle Conchiglie e con esso il suo villaggio, il villaggio di Joal Fadiouth, è veramente un punto di interesse molto interessante e particolare. Una volta in Senegal, una visita qui non può assolutamente mancare.
Scopri di più da Claudia Cabrini - Giornalista di Viaggi e Spettacolo
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Io non sono mai stata in Africa, e non vedo l’ora di scoprire questo misteriosissimo continente! Molto interessante questo tuo articolo sul Senegal,mi piacerebbe proprio tanto visitare questo villaggio; quante cose da scoprire!
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Anche per me il Senegal è equivalso alla mia ‘prima volta’ nell’Africa nera. Ammetto con un po’ di commozione che si sia trattato di niente meno che uno dei viaggi più belli della mia vita.
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Non avevo mai preso in considerazione il Senegal ma il tuo articolo mi ha incuriosito. Soprattutto questo villaggio così particolare dove convivono due culture molto diverse.
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Sono davvero felice di leggere le tue parole, Helene. Se dovessero mai occorrerti altre informazioni sul Senegal, rimango più che volentieri a tua disposizione.
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Ci vorrebbero più posti così nel mondo, dove le differenze vengono celebrate anziché viste come qualcosa che ci separa. Sono contenta di aver letto il tuo post, mi ha trasmesso tanta positività.
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Quanta verità nelle tue parole, Elisa…
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Sono sempre più convinta che l’odio per il diverso venga servito a colazione, a cena, a scuola e tra gli amici. Non si nasce odiando: questo meraviglioso paese ne è la dimostrazione. Conosco il Senegal e la sua strana follia. Ma questa non è follia, è grande saggezza.
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Hai perfettamente ragione. “Saggezza” è sicuramente la parola più appropriata.
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