10 COSE DA VEDERE A BERLINO ASSOLUTAMENTE

Mi manca tanto, e ogni giorno di più. Sembra strano, quasi ironico, a dirsi. Sembra quasi che tu voglia magari sminuire la bellezza di ciò che ti circonda, come della tua speciale Milano ad esempio, solo perché la saudade di un viaggio che fu sembra non voglia passare mai.

Eppure, minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, mi accorgo che non è così. E che, alla fin fine, chi se ne importa di ciò che pensa la gente, e di ciò che le persone possono dire quanto ti sentono ripetere più volte “Berlin ist super – Berlino è super” perché sì, davvero penso che così sia. E allora, proprio perché credo sia una di quelle città che almeno una volta nella vita non ci si può rifiutare di vedere, ecco di seguito i miei 10 posti preferiti a Berlino. Certo, lasciate che ve lo confessi, da visitare a Berlino di cose ce ne sono moltissime, che forse il numero 10 non può dirsi che riduttivo. Ma, se ad esempio aveste poco tempo, ecco quali sono i miei luoghi preferiti nella capitale tedesca. Quelli che più mi hanno lasciato il cuore in fermento, e che quindi consiglio anche a voi di non rifiutarvi di vedere, prima o dopo. Nessuna classifica, bensì semplice elenco.

 

Berliner Dom, nome completo Oberpfarr und Domkirche zu Berlin – Duomo di Berlino

L’ho visitata in compagnia di due pazzi viaggiatori dal Brazile: Vinicius e Miguel. Stavano viaggiando per tutta l’Europa e, destino, a Berlino negli stessi giorni in cui lì c’ero anche io. Siamo partiti dal nostro GrandHostel alle 9 del mattino presto, e molte ore dopo siamo arrivati, inaspettatamente, anche ai piedi del maestoso ed indimenticabile Berliner Dom. Faceva freddissimo. Nevicava anzi, per l’esattezza. E noi stavamo camminando sotto la pioggia da tutto il giorno. Così, ad un certo punto, ci siamo ritrovati felici di chiamare un Taxi per far, al caldo, un paio di kilometri e attraversare una zona della città ai nostri occhi tutta nuova e da scoprire. E poi il taxista si è fermato, e i miei occhi si son fatti luccicanti, come quando vedo una cosa bella che mi lascia senza fiato, come quando mi piace tanto ciò che mi sta davanti e resto incapace di pronunciare qualsiasi altra parola al di fuori di WOW.

L’ingresso costa 8 euro, a meno che – anche in questo caso – non siate provvisti di tessera studente. Allora sì che godrete di una riduzione, e potrete acquistare il biglietto per 5 euro soltanto. I bambini entrano gratis, perciò sì alle visite di famiglia senza alcun problema.

La chiesa è tutt’oggi utilizzata dai fedeli come luogo di culto e di preghiera, e anche per questo la si sente viva, oltre che bellissima. Profuma di incenso e di cera in ogni dove, e risplende a più non posso grazie al suo oro presente in modo intenso ma mai stucchevole. Stiamo parlando, infatti, di uno stile barocco del 1900, poichè il Duomo di Berlino venne prima distrutto e poi ricostruito proprio nel 1905, per ordine dell’Imperatore Guglielmo II e su progetto dell’architetto Julius Raschdorff.

Posta su più piani, al primo potrete aver modo di vistare la Chiesa intera. Prima di accompagnarvi all’uscita, tuttavia, le scale vi indicheranno il proseguimento del percorso. Sugli altri floor infatti potrete visitare una serie di musei che vi racconteranno la storia del Duomo di Berlino e delle decisioni artistiche e di potere prese da chi l’ha amministrata negli anni.

Assolutamente da NON PERDERE il top roof: l’ultimo piano al quale, badate bene, anche una serie di numerosi e sintetici cartelli prestampati avvisano sia difficile arrivare. Dovreste infatti “scalare” più di 285 scalini, abbastanza sdrucciolevoli poiché di pietra cotta e vecchia, e soprattutto in uno spazio che si farà sempre più basso e stretto, se non per i vari corridoio completamente di nuova costruzione. Lo spettacolo dal tetto del Duomo, tuttavia, è assolutamente imperdibile.

Io e Miguel (Vinicius era troppo stanco per salire così tante scale a fine giornata) siamo saliti fino alla fine, fino in altissimo, di sera. Berlino era buia, ma illuminatissima, e vi confesso sia stato questo uno degli spettacoli più belli della settimana. Da lì, infatti, si vede davvero tutta la città, e ci si sente quasi potenti, forti e senza il minimo timore.

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Schloss Charlottenburg – Charlottenburg Palace – Castello di Charlottenburg

Anche qui, incredibile ma vero, ci sono andata con due Brasiliani compagni di stanza in Hostello: Giovanna e Rafael, per noi amici Rafa. E anche qui, incredibile ma vero, era la neve a farla da padrone.

Il Castello di Charlottenburg è in una zona “un po’ a sè” della città. Nella cartina di Berlino, infatti, lo trovate un po’ in alto alto alla vostra sinistra, nel quartiere attualmente più hipster, ma altresì moderno, chic, elegante, inn e… costoso! di tutta la city.

Praticamente il più grande palazzo storico rimasto a Berlino dopo la seconda guerra mondiale, si trova nel quartiere di Charlottenburg e fu costruito anche questo nello stile barocco italiano per progetto dell’architetto Arnold Nering. Fu commissionato da Federico III di Brandeburgo e, in particolar modo, da sua moglie Sophie Charlotte.

Anche in questo caso l’ingresso è a pagamento e, aggiungerei, non troppo economico. 12 euro per la visita al Palazzo, e purtroppo zero sconti per gli studenti.

Anche i giardini del Palazzo, tuttavia, meritano assolutamente una visita. E, per altro, quelli sono gratuiti. Ecco… Noi lì oltre alla neve non siamo riusciti a veder molto, ma i bimbi (e i viaggiatori da Hostello come noi) pronti a rimaner al freddo per ore sfruttando il gelo Berlinese per dar vita a tanti carini e coccolosi pupazzi come il nostro Karl, erano veramente moltissimi.

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Brandeburger Tor – Brandeburg Gate – Porta di Brandeburgo

Impossibile che non la conosciate. Probabilmente una delle cose più fotografate di sempre, e assolutamente famosa in tutto il mondo. Cosa che non puoi dire di essere andata a visitare Berlino se davvero non ti sei scattata almeno una fotografia, o un selfie, in sua compagnia. La Porta di Brandeburgo è uno spettacolo non da poco. Enorme, altissima, erge in pieno stile neoclassico fra i quartieri di Mitte e Tiergarten. A cinque minuti a piedi dalla Porta di Brandeburgo, per altro, anche l’Holocaust Memorial, il memoriale dell’Olocausto che non potete non visitare.

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Denkmal für die ermordeten Juden Europas – Holocaust Memorial –  Memoriale per gli Ebrei Assassinati d’Europa

Il cuore un pochino ha sobbalzato, quando l’ho visto. Perchè Berlino è così: una città dove ad ogni angolo puoi tornare serio, e perdere il sorriso per qualche secondo, perchè ti si ricorda che lì è morto qualcuno. Assassinato perchè diverso, ma non più di tanto. Solo religiosamente, diverso. E allora per non dimenticare, e per non commettere lo stesso errore – e che questa non sia solo frase fatta, ma bensì anche realtà! – dobbiamo per forza passare di qui: qui per il Memoriale per gli Ebrei Assassinati d’Europa. A cielo aperto, impossibile non notarlo, passando per strada. Tiene una piazza intera, ed è fatto di figure rettangolari più o meno grandi, una vicinissima all’altra, e fredde e nere.

Ho pensato a cosa si provasse, ad essere un Ebreo, e a vivere – in certi casi – in celle ancor più piccole di quanto non una singola delle raffigurazioni metalliche lì presenti fossero. E ho anche pensato a quanto avessi freddo io, ogni sera, a Berlino. Nonostante il mio maglione e la mia giacca rossa. E ho pensato a come facessero loro, gli Ebrei, a sopravvivere così, a volte per mesi. Certo non basta, il pensarci non basta e nonostante lo sforzo sicuramente non ce la fai, a immaginare davvero cosa significhi esser Ebreo in Germania, quando le leggi razziali erano il comandamento di (quasi) tutti.

Una visita qui è dovuta. Il rispetto delle regole che si leggono ad ogni angolo dell’esposizione, è d’obbligo.

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German Bundestag – Berlin Parlament- Parlamento di Berlino

Anche questo è davvero un bel palazzone. Venne costruito inizialmente come sede per le riunioni del parlamento tedesco, e fu inaugurato precisamente nel 1894, tornando tuttavia ad essere utilizzato per questioni di tipo istituzionale solo nel 1999, dopo la distruzione del muro di Berlino. La visita, esterna ed interna, è gratuita. Ma la sicurezza, per accedervi, è massima.

La cosa più semplice sarebbe quella di loggarvi al sito ufficiale del Palazzo del Reichstag, e da qui compilare l’apposito form per specificare giorno, ora e minuti ai quali vi andrebbe di accedere all’interno del Parlamento, di modo da poterlo scoprire in ogni dettaglio. Nel caso tuttavia capitiate davanti al Parlamento senza aver precedentemente prenotato la visita interna, non preoccupatevi. Troverete tanti giovani dello Staff pronti ad aiutarvi e a spiegarvi come prenotare a vostra volta un posto per l’ingresso.

Solitamente l’obbligo è quello di prenotare la visita – ricordo, gratuita – con un minimo di tre giorni di anticipo, ma potrebbe capitarvi (come successo a me) che ci siano ancora posti disponibili e che quindi possiate prenotare da un’ora all’altra. L’affluenza qui è infatti sempre molto elevata e soprattutto tanto interesse riserva la cupola di vetro che sta in cima al Bundestag stesso.

Da lì potrete vedere tutta Berlino, e il panorama è sicuramente mozzafiato. Più o meno come dal top roof del Duomo della città, dove tuttavia non ci sono coperture e per questo si è visitatori all’aria aperta. In questo caso, invece, la visita al Parlamento non dipende dalle variazioni climatiche, poichè si è al chiuso, e non si rischia di bagnarsi o infreddolirsi in caso di pioggia, vento o neve. Lo Staff, tuttavia, si riserva il diritto di chiudere la cupola senza preventivamente avvertire quanti abbiano prenotato la visita guidata, per qualsiasi evenienza glielo imponga. Ma, giurin giurello, accade molto di rado.

NNBB: Per accedere all’interno del Palazzo del Parlamento vige L’OBBLIGO di lasciar in “cauzione” carta d’identità e/o passaporto all’ingresso. Io, infatti, non sono potuta (purtroppo) accedere al Reichstag proprio per questo. Solitamente, onde evitare di smarrirlo, non porto mai con me il Passaporto. Ne tengo una fotocopia a colori del portafogli, ma lascio l’originale in Hostello. Purtroppo la sicurezza tedesca non accetta fotocopie ma solo originali, e per questo il mio ingresso al Reichstag è stato vietato. La pecca è che questa clausola non l’avevo letta sull’apposito sito, e perciò credevo non ci sarebbero stati problemi di questo tipo.

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Sowjetisches Ehrenmal – Treptower Park – Soviet War Memorial – Memoriale per i Soldati Sovietici al Treptower Park

Nulla di estremamente speciale forse, per la verità. Mi sono ritrovata sotto al Memoriale per i Soldati Sovietici quasi per caso, giusto perchè mi andava di fare due passi in uno dei parchi più belli e grandi di tutta Berlino: il Treptower Park. Però, lo ammetto e con fierezza, il Monumento ai caduti Sovietici mi ha colpita particolarmente. Anch’esso è davvero maestoso, e ti fa sentire piccola piccola davanti alla potenza e alla grandezza di un Memoriale come questo.

Pioveva, e anche per questo la fotografia che qui sotto vedrete non risplende certo di luci e brillantezza ma, credetemi, il colpo d’occhio in questo luogo di ricordo e commemorazione è davvero assicurato.

Fu costruito fra il 1946 e il 1949 su progetto dell’architetto sovietico Yakov Belopolsky e nonostante se non ci si presta attenzione sia difficile da constatare, ospita anche più di 5.000 tombe, di altrettanti soldati russi caduti nella battaglia di Berlino del 1945. La donna affranta raffigurata all’ingresso, imponente, del memoriale, rappresenta la Madre Russia, e il mausoleo contiene al suo interno una piccolissima ma veramente graziosa sala, decorata con mosaici dorati e scintillanti. Purtroppo lì vietate le fotografie. Anche per questo non ne ho da mostrarvene.

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Berliner Maurer – Berlin Wall – Muro di Berlino

Non so come parlare di questa cosa, di questa divisione potente che ancora traspare nel visitare Berlino, che la città ne ha risentito e si vede dove inizia la Berlino Est, così come finisce e comincia quella Ovest. Lo si percepisce anche soltanto dalla squadratura delle strade, o dai colori dei palazzi. Questo muro, niente più che cemento, che per anni è stato la cementificazione anche di un intero paese, o forse di tutta Europa, così come la divisione di un’umanità vera prima di tutto il resto. Penso voi tutti sappiate di cosa si tratta, e altrettanto credo conosciate a proposito della sua storia. Ammetto mi sia spiaciuto notare come una cosa a mio parere tanto importante, e tanto presente, e tanto significativa per il nostro oggi, non sia poi molto riempita di attenzioni o di segnaletiche o di lampioni e luci a renderla protagonista. Nient’altro che un muro, insomma, non altissimo e nemmeno eccessivamente spesso. Ad oggi decorato a dovere, ma comunque intrinseco di ricordi, e di particolari. Quelli che ci devono far riflettere su come alcuni accadimenti siano probabilmente successi affinché nella Storia, e nel futuro, anche gli avvenimenti più beceri non vadano mai a ripetersi. Anche io mi sono scattata le fotografie, lì davanti. Anche io ho detto una preghiera, lì davanti, e poi mi sono chiesta quanta gente prima di me ci sia passata. E mi sono chiesta, ancora una volta, quanta gente prima di me lì davanti ci sia stata fucilata, o presa a botte fino allo sfinimento, o cose così. La vita va avanti e certo non si può rimpiangere il passato per sempre, ma si può continuare a rifletterci, e a pensarci e a capire per mai dimenticare. Per questo dovreste assolutamente vedere il Muro di Berlino, toccarlo e starci, lì davanti, per un po’.

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Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche – Chiesa commemorativa dell’Imperatore Guglielmo

Ammetto di esserci passata per sbaglio. Anzi, per esser chiari, di averla visitata per errore. Io e Farhad, un altro dei ragazzi conosciuti in Hostello e dei quali vi parlerò in uno dei prossimi topic, ci siamo letteralmente persi. E così siamo finiti nel quartiere più ricco di Berlino, e a dirla tutta… Da quanto speso per un semplice caffè (4 euro e 50 per un Espresso ristretto) anche nella zona Berlinese più costosa.

La Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, in italiano letteralmente la Chiesa commemorativa dell’Imperatore Guglielmo, è veramente uno spettacolo delizioso. Era sera, quando l’ho vista, e devo ammettere attiri l’attenzione grazie ad un miscuglio di luci led soprattutto, impazzite e colorate, capaci di farla da padrone sempre e comunque. Si trova al centro di Breitscheidplatz, grande viale che segna proprio l’inizio di Kurfurstendamm e di Tauentizienstrasse: le Corso Como di Berlino, per intenderci. Solo molto più spaziose, moderne, eleganti e… grandi.

Purtroppo anche questa, come praticamente tutte le restanti attrazioni della città, fu una Chiesa tra le più danneggiate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Non è stata ricostruita completamente, e proprio parte delle sue rovine riescono perciò a ricondurci indietro nel tempo, senza difficoltà.

 

Topographie Des Terrors

Ho studiato, e anche volentieri, quello che fu il Nazismo in Germania nella maniera più approfondita possibile. Perché credo sia, e mi fa piacere ripeterlo ancora una volta, FONDAMENTALE capire e analizzare il nostro passato per comprendere come agire in futuro. Tuttavia ho scoperto solo a Berlino fossero moltissime le cose, tristi, che ancora non sapevo. Chi infatti crede che la Germania sia un paese che con fatica ricorda i suoi errori, si sbaglia. Lo testimonia, soprattutto e fra gli altri, questo museo ad entrata gratuita costruito sul terreno più Nazista di tutta la capitale tedesca. Sì, perchè dove questa struttura metallica (tanto fredda fuori quanto accogliente e ricca di cultura al suo interno) sorge, ecco sì, lì, proprio lì esattamente, prima ospitava niente meno che il quartier generale della Polizia Nazista Segreta tedesca.

La Topographie Des Terrors, Topografia del Terrore tradotto letteralmente nella nostra lingua, è un progetto piuttosto recente, nato nel 1987 per l’esattezza, che si prefigge di raccogliere tutta la documentazione più o meno recente di quello che fu il Nazismo, e i conseguenti orrori dell’Olocausto, in tutta la Germania e non solo. Una mostra che davvero lascia il segno, perchè ti spiega cose che magari non sai, con novizia di particolari che ti lasciano il cuore sbriciolato, e in mille pezzi. Assolutamente IMPERDIBILE. Free entrance.

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Jewish Museum – Museo Ebraico

Ultimo ma non meno importante, il Jewish Museum di cui vi parlo proprio alla fine, e per svariate motivazioni. Ammetto mi aspettassi la solita riflessione sicuramente interessante ma altresì già sentita più volte, su cosa sia il Nazismo e su quanta cattiveria alcuni abbiano riservato su di un popolo che nessuna colpa aveva se non quella di esser geneticamente nato Ebreo. Invece, mi sbagliavo.

Il Jewish Museum, anche qui 7 euro il biglietto di entrata, 5 quello ridotto per gli studenti, e invece gratuito l’accesso per i più piccoli, non parla solo di odio, e di cose brutte. Il Jewish Museum pratica la pace, la gioia, l’amore e la felicità anche nei confronti di ogni visitatore vi acceda, magari pronto a puntare il dito – così come pronta ero io in quel caso – contro quegli idioti che si son permessi certe crudeltà.
Una struttura di design veramente speciale, che fa riflettere ma al tempo stesso istruisce. Un Museo assolutamente da non perdere anche e soprattutto se ci si vuole divertire, e non sto scherzando. Proprio lì, infatti, di cose ne ho imparate tante, e non per forza sull’Olocausto ma bensì sul cosa significhi, davvero, essere Ebrei. Perchè noi tutti parliamo di Shoah ogni anno, talvolta però senza sapere nemmeno chi fossero i primi veri protagonisti del tutto. E allora andate al Museo Ebraico, e fatevi una cultura!
Ho ad esempio capito che un rito matrimoniale ebraico è veramente fantastico. Sì perchè, forse non lo sapevate nemmeno voi, loro oltre alle fedi si scambiano… i calici. Di cristallo. E poi, prima di abbandonare l’altare, i neo sposini il calice di cristallo lo devono calpestare, con forza. E romperlo. Perchè è quella la metafora di ogni fragilità nella vita, che grazia all’avvento del matrimonio, tuttavia, viene sconfitta.
E poi questo è un museo interattiva, ricco di “colonnine nere e lucidissime” dalle quali in ogni momento compaiono video in 3D su come si cucinino piatti tipici della tradizione Ebraica, oppure canzoni che per gli Ebrei sono la storia. E moltissimi, e bellissimi, sono anche gli alberi della vita, Ebrei, che non attendono altro che di esser riempiti di post-it. Sì, perchè non puoi abbandonare il museo ebraico di Berlino senza aver lasciato almeno una tua personalissima riflessione, su di un foglietto a forma di frutto, da appendere ad uno dei rami lucenti che tra un corridoio e l’altro ti vengono incontro.
Insomma, un’esperienza indimenticabile e assorbente, che a Berlino non vi potete assolutamente perdere.

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