WEEKEND A BOLOGNA: le cose da non perdere

“Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po’ molli, col seno sul piano padano e il culo sui colli” – Lo canta Guccini nella canzone “Bologna” quando cerca di raccontare, con tutta la passione addosso, della sua città, quella che più sente “vera” fra le tante.

Ho visitato Bologna qualche giorno fa, nel weekend appena passato, e – nonostante l’inaspettata bufera di neve – ammetto mi sia piaciuta tantissimo. Faceva molto freddo, il sole si è visto per 24 ore soltanto, ma tutto ciò non mi ha comunque impedito di volermi scoprire la città al meglio.

Chi l’ha detto che tre giorni non siano mai abbastanza? In 72 ore è possibile scoprire tutto il centro storico di Bologna e molto di più. Ecco, allora, le cose da non perdere assolutamente per un perfetto weekend Bolognese.

 

Weekend a Bologna: le cose da non perdere 

 

La città di Bologna conserva le tracce del passato e l’impronta dello splendore medievale. Bologna è unica, rara, preziosa. Una città molto giovane e molto internazionale – soprattutto grazie alla presenza di una ricca istituzione universitaria capace di far fiorire a Bologna, negli anni, una storica cultura cosmopolita che ancora oggi affascina e colora le viuzze del centro storico ma non solo.

Bologna è terra di motori, ma anche di gallerie d’arte e musei, siti archeologici che nascondono affascinanti vite racchiuse tra passato, presente e futuro.

Finalmente il sole è tornato su #Bologna, ed io ho avuto occasione di scoprire una città magica, viva, unica e rara. Per quanto lo si possa raccontare, non renderà mai abbastanza: Bologna è veramente preziosa ❤️ . Artisti ad ogni angolo della strada, vetrine zeppe di prelibatezze e di donzelle con le mani in pasta – intente a preparare tortelli e pasta fresca tutto il dì 🍝 . Bologna è tutto questo e molto molto altro ancora. E io non vedo l’ora di raccontarvene ogni dettaglio sul #Blog 😍 Nel frattempo, potete scoprirne qualcosa in più visualizzando le mie Instagram Story. ❤️🙏 . . . After a full #Friday of snow, a super sunny #Saturday; the best I could ever ask for ❤️🙏 So grateful to have discovered an amazing city like #Bologna in these days. So happy to share some tips and love with you all, too! ❤️ More soon on #PodereMadonnina, claudiacabrini.com – For now, watch the #Instastory and enjoy #labellavita with me! 🙏🇮🇹❤️ @bolognawelcome

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Bologna La Dotta, La Rossa, La Grassa – Anche così viene chiamata la città capoluogo dell’Emilia Romagna. Dotta per la presenza di una delle più antiche Università d’Italia, Rossa per il tipico colore dei tetti delle abitazioni in città – e Grassa per la squisita cucina tipica locale, veramente gustosa e capace di sfidare anche i palati più pretenziosi.

Il centro storico di Bologna non è eccessivamente esteso, lo si può percorrere da un estremo all’altro in un massimo di circa 40 minuti a piedi.

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Uno dei luoghi di maggior interesse della città è sicuramente Piazza Maggiore, anche detta “Piazza Grande” – così la chiamano infatti i Bolognesi e sempre così la canta Lucio Dalla con l’omonimo capolavoro in musica presentato al Festival di Sanremo del 1972.

Piazza Maggiore è il risultato di secolari trasformazioni che la arricchirono via via di importanti edifici: la Basilica di San Petronio, il Palazzo dei Notai, il Palazzo d’Accursio, il Palazzo del Podestà e il Palazzo dei Banchi. 

Venne costruita su di un prato erboso nel lontano 1200, quando il Comune iniziò ad acquisire case e terreni per costruire una piazza che avrebbe dovuto rappresentare l’importanza dell’istituzione comunale tanto quanto quella dell’unione cittadina.

Inizialmente conosciuta come curia Communis e poi come platea Communis, soltanto a partire dal 1945 la piazza venne nominata Piazza Maggiore.

Famosissima è la sua Fontana del Nettuno, sulla quale si affacciano i più importanti edifici della città.

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Su Piazza Maggiore vediamo anche sorgere quello che in molti credono il Duomo della città. In realtà, si tratta della Basilica di San Petronio, chiesa più importante della città e quinta chiesa più grande del mondo. Venne totalmente costruita con le offerte dei cittadini bolognesi.

Questi, infatti, volevano dimostrare la loro devozione e fede cattolica pur allontanandosi dalle ideologie Papali di quell’epoca. Anche per questo, all’interno della Basilica è possibile comparare diverse cappelle ornate in due tipologie di Barocco differenti: quello Romano e quello Bolognese. Quest’ultimo è molto più semplice, sfarzoso ma privo di eccessi – con il preciso messaggio di allontanarsi dal combattuto stile della Chiesa Cattolica di quel tempo.

I lavori di costruzione della Basilica iniziarono nel 1390 ma andarono avanti per secoli, e solo nel 1929, in seguito ai Patti Lateranensi, la Basilica diventò proprietà della Diocesi.

 

Famosissime, le torri di Bologna sono uno dei tratti distintivi della città. Quelle a pochi passi da Piazza Maggiore sono le uniche di proprietà del Comune. Delle tante torri che vennero costruite tra il XII e il XIII secolo, oggi a Bologna ne restano meno di venti – quasi tutte di proprietà privata e alcune delle quali adibite a Hotel o Bed-and-Breakfast.

L’originale funzione delle torri era militare. Davano molto prestigio alle famiglie che ne ordinavano la costruzione e venivano poi utilizzate per proteggere la città.

Le due torri più importanti sono quella degli Asinelli [dal nome della famiglia che ne ordinò la costruzione] e la Garisenda – che tuttavia ad oggi non è visitabile.

Anche io, nonostante la neve ed il gelo, non ho potuto resistere all’Avventura: mi sono fatta coraggio e ho di buon grado accettato l’idea di visitare la Torre degli Asinelli ad ogni costo. Dopo aver percorso i 498 gradini della scalinata interna, posso dire di esser arrivata fin su in cima, ad oltre 97.20 metri di altezza, gustandomi la vista innevata della Città Rossa ai miei piedi. Durante le belle giornate la vista può arrivare fino al mare e alla Prealpi del Veneto.

Oggi è tornata la #neve su #Bologna, e proprio per oggi io avevo prenotato la mia bellissima visita alla Torre degli Asinelli. Rimandarla? Neanche per sogno! E allora, quasi per magia, mi sono buttata a capofitto nell’Avventura e ho sfidato le intemperie: ho scalato [vista la bufera di neve, quasi letteralmente] tutti i 498 scalini della Torre per arrivar fino in cima, nonostante il freddo polare non sia mancato. ❄️❤️ Dicono che la visuale dalla #TorredegliAsinelli, in un giorno di sole, sia a dir poco mozzafiato. Lasciatemi dire però che anche con il freddo e il gelo – nonostante il cielo candido e il sole mancante – lo spettacolo ci sia stato eccome. Emozionante vedere la “Città Rossa” con tutti i suoi tetti e colori caldi miscelarsi perfettamente al bianco della neve purissima. ❤️ @bolognawelcome . #Snow back in #Bologna but I didn’t give up: I planned to climb the Tower of Asinelli today, and today I did it – even if it was freaking freezing up there! I know in a sunny day it would have been magic… Let me say instead, it has been pretty amazing anyway. Sweet and great to see Bologna as beautiful as today, with her beautiful warm colors mixed with the fluffy white snow. ❄️❤️ #WelcometoBologna #VisitBologna @vivobologna @bolognacitta @visitbologna @bologna | #PodereMadonnina, claudiacabrini.com

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Come detto anche poco fa, Bologna è anche e soprattutto città di Gallerie d’Arte.

Famosissima, infatti, è la Pinacoteca Nazionale che, al suo interno, ospita una delle più importanti raccolte museali italiane. Sono presenti opere di Raffaello, Carracci, Reni, Perugino, Parmigianino, Tintoretto, Vasari, Guercino e molti altri – esposte in trenta sale alle quali si aggiungono anche spazi interamente dedicati ad attività didattiche per grandi e piccini.

La Pinacoteca di Bologna, oltre a svolgere una funzione puramente espositiva, si occupa inoltre della tutela, della conservazione e dello studio di tutto il patrimonio artistico regionale e cittadino.

 

 

Una delle Chiese a mio parere più importanti di Bologna resta quella di Santa Maria della Vita, a pochi passi da Piazza Maggiore. La si può facilmente raggiungere da una stradina laterale alla Piazza e merita assolutamente una visita, soprattutto – ma non solo – per l’incredibile “Compianto del Cristo morto”, modellato nella seconda metà del ‘400 da Niccolò dell’Arca.

 

Questo gruppo scultoreo è considerato uno dei capolavori della scultura italiana, ingiustamente sconosciuto a molti. Io per prima non ne conoscevo l’esistenza – ma ammetto di esser rimasta senza parole dopo essermici ritrovata davanti. L’idea che il complesso sia stato realizzato a mano ha “blown my mind” – come diremmo in lingua inglese. Mi ha lasciata letteralmente interdetta, stupita, commossa.

 

Il dolore espresso dai volti delle statue, così come l’idea del vento che scosta il velo di Maria Maddalena, è a dir poco incredibile. Com’è possibile che qualcuno di “umano” sia riuscito a creare un’opera tanto speciale? Veramente mozzafiato, anche secondo Gabriele D’Annunzio che, infatti, definì l’opera un vero e proprio “urlo di pietra”.

La Chiesa di Santa Maria della Vita fu fondata nella seconda metà del XIII secolo dalla Confraternita dei Battuti o Flagellati ed è considerata il più importante esempio di Barocco bolognese – lo stesso che ritroviamo all’interno della Basilica di San Petronio in Piazza Maggiore.

 

Qualche curiosità Bolognese…

 

  • Bologna fu la prima città al mondo ad abolire la schiavitù e a proclamare la libertà dei servi della gleba. Per l’esattezza, accadde il 25 agosto del 1256. Quel giorno vennero liberati 5855 schiavi, riscattati con il pagamento di 54.014 lire d’argento bolognesi a favore dei 379 precedenti proprietari da parte del tesoro comunale.
    L’atto esecutivo della delibera pronunciata l’anno precedente, che sanciva la liberazione dei servi della gleba, venne firmato il 3 giugno 1257.
  • Il Nettuno Bolognese ha molti moltissimi sosia in tutto il mondo, fra cui due copie identiche:
    In California, a Palos Verdes Estates –  piccola cittadina vicino a Santa Monica – dove troviamo una una copia perfetta della fontana del Giambologna in scala 2:3.
    In Belgio, non troppo lontano dalla città natale dell’artista fiammingo Giambologna, [soprannome italianizzato di Jean de Boulogne].
  • Bologna è famosa soprattutto per i suoi portici:
    in totale, se ne contano più di 40 chilometri.
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