Salento tutto l’anno: cosa visitare ad Alezio

 

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Chi l’ha detto che il Salento sia la meta ideale solo ed esclusivamente per le nostre vacanze estive?

Ho scoperto la Puglia, e in particolar modo il Salento, relativamente tardi – poco meno di due anni fa. Non c’ero mai stata prima eppure me ne sono subito innamorata, perdutamente.

Indovinate un po’? Non sono mai stata in Salento in estate. Ho sempre visitato alcune delle più caratteristiche città salentine soltanto in stagioni differenti, in particolar modo in autunno e in inverno, così come mi è ricapitato soltanto pochi giorni fa, ad Alezio.

Ho trascorso cinque giorni nella cittadina di Alezio soltanto la settimana scorsa, ed è stato veramente bellissimo.

Salento tutto l’anno: cosa visitare ad Alezio

Se è vero che fossi già stata più volte in Salento, è altrettanto vero che per me sia sempre un gran piacere tornarci. Ogni volta che si visita questa terra meravigliosa si viene inebriati da un’accoglienza e da un’italianità difficilmente rintracciabili altrove, ed ogni viaggio nel tacco dello stivale d’Italia è una preziosa scoperta, un’esperienza completamente differente da tutte le altre anche per chi, come me, in Salento c’è già stato più volte.

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Una foto storica della cittadina di Alezio

Questo accade perché l’entroterra Salentino è davvero ricco di usi e costumi unici nel suo genere. Ogni comune salentino ha una propria personalissima storia da raccontare, e nonostante il Salento racchiuda diverse destinazioni, alcune delle quali davvero poco distanti tra loro, è altrettanto vero che ognuna possegga un qualcosa di inimitabile rispetto a tutte le altre.

Uno dei principali motivi per i quali vi consiglio di visitare il Salento anche e soprattutto fuori stagione è dunque questo; perché in Salento non si smette mai di scoprire, di apprendere, di stupirsi e di amare. L’entroterra Salentino è un’unica grande scoperta in divenire, una passione inarrestabile che ti prende sempre più e che ti rende ogni volta più consapevole del fatto che, di quella terra magica, non riuscirai più a farne a meno.

Non ero mai stata, però, ad Alezio, una ridente cittadina di circa settemila abitanti a soltanto 5 chilometri da Gallipoli.

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Ecco dove si trova Alezio, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento

La sua storia è veramente antichissima. Alezio venne infatti fondata dal popolo dei Messapi, con il nome di Alixias, nel IX secolo a.C. ed è proprio grazie alla sua posizione geografica strategica, a pochi chilometri dalla costa ionica oltre che dal confine occidentale delle Serre Salentine, che possiamo ipotizzare che Alezio nacque già nell’antichità più remota.

A confermarlo, anche i ritrovamenti archeologici sul suo territorio, che dimostrano come le prime tracce di insediamento in città risalgano al VII secolo a.C, con il centro abitato sviluppatosi poco dopo, nel VI secolo a.C.

Nel 266 a.C il territorio Salentino venne conquistato dai romani, e anche Alezio subì a tal proposito non poche modifiche di ordine politico e territoriale. Per diverso tempo, di Alezio si persero le tracce. Quel che è certo, è che fu soltanto nel 1854 che, grazie ad un decreto reale, Alezio si distaccò ufficialmente dal territorio della città di Gallipoli diventando comune autonomo con l’originario nome di Villa Picciotti. Nel 1873 il paese cambiò nome, ed iniziò a chiamarsi come ancora lo ricordiamo oggi: Alezio.

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Le tombe conservate nella Necropoli e risalenti al III secolo a.C

Ovviamente, dei Messapi in città c’è traccia ancora oggi. Il ritrovamento più eclatante è sicuramente quello della Necropoli Messapica di Monte d’Elia, scoperta e ufficializzata soltanto nel 1981. Riportata alla luce dopo anni di studi e ricerche, la necropoli di Alezio sappiamo oggi corrispondere a quella dell’antica città di Alytia. I primi ritrovamenti archeologici Messapici, però, risalgono già al 1877, anno durante il quale si susseguirono  numerosi rinvenimenti di epigrafi e sepolture di importanza epocale per lo studio di questa antichissima civiltà.

All’interno della Necropoli, possiamo chiaramente scorgere diverse tombe monolitiche nelle quali sappiamo venissero sepolti anche più componenti di un solo nucleo famigliare.

È invece del 1982 l’inaugurazione del Civico Museo Messapico cittadino, ancora visitabile oggi e sistemato all’interno di uno splendido palazzo settecentesco costruito dalla famiglia gallipolina dei Tafuri.

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Una splendida foto di gruppo scattata all’interno del Civico Museo Messapico di Alezio, nei giorni scorsi. In foto, oltre a me, potete vedere alcuni giornalisti in viaggio con me, oltre al sindaco di Alezio, Andrea Barone

Se all’interno del museo possiamo trovare ancora oggi diversi epigrafi, ma anche oggetti di uso comune per la popolazione Messapica tra i quali anche splendidi gioielli e accessori femminili, la vera attrazione museale si trova all’esterno, e in particolar modo esattamente di fronte a Palazzo Tafuri, dove possiamo trovare un piccolo parco archeologico con al suo interno una serie di tombe scoperte risalenti al III secolo a.C.

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Sullo sfondo, il Museo Civico Messapico di Alezio. In penombra, invece, invece, alcune delle tombe scoperte del III secolo a.C.

Se volessi raccontarvi davvero tutto ciò che dovreste visitare ad Alezio in un articolo soltanto, vi terrei impegnati a leggere per troppo tempo. Anche per questo, mi perdoneranno gli Aletini se stavolta non vi racconterò proprio tutto. Vi assicuro che di Alezio parleremo ancora sul Blog, affinché ogni curiosità venga appagata.

Tuttavia, proseguo col raccontarvi di alcune cose che non posso assolutamente tralasciare. Ad esempio, non posso non dirvi che una visita è più che consigliata anche ad un’altra attrazione storica molto importante per la città: la Chiesa e Santuario della Madonna della Lizza.

Si tratta di niente meno che di un monumento di interesse nazionale, il più antico presente ad Alezio e originario probabilmente del XIX secolo a.C, per mano dei Monaci Basiliani.

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La faccia della Chiesa e Santuario di S. Maria della Lizza

Nel corso di uno dei suoi più recenti restauri, nel 1961, all’interno della chiesa vennero rinvenute nuove tracce di decorazione pittorica. L’ultima operazione di restauro terminò nel 2000, e rimosse anche parti di intonaco risalenti a restauri precedenti che erano andate a coprire segni occultati in passato. 

Il pavimento che troviamo all’interno della chiesa di S. Maria della Lizza riprende l’originaria geometria rinvenuta attraverso l’analisi della stratificazione dei vecchi pavimenti. 

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Alle mie spalle, il grande ulivo che domina il giardino della Chiesa e Santuario di Santa Maria della Lizza

Il vero motivo per il quale, tuttavia, ho visitato Alezio nei giorni scorsi, è soprattutto uno: la Festa locale di San Rocco, e le celebrazioni, sia civili che religiose, ad uno dei santi più venerati in città.

Anche per questo, non posso non fare riferimento alla chiesa principale di Alezio, che sorge nel pieno centro storico della città. Sto parlando della Chiesa dell’Addolorata, che venne edificata tra il 1838 e il 1875. La cosa che più stupisce, osservandola, è che sia interamente decorata con del polistirolo, rosone centrale compreso. Proprio all’interno della chiesa, è ancora oggi esposta la Statua di San Rocco,  la cui venerazione iniziò già nel 1875. La statua di San Rocco rimane esposta tutto l’anno,

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La facciata della Chiesa dell’Addolorata prima della posa delle luminarie, accese in occasione della Festa di San Rocco

La celebrazione di San Rocco avviene ad Alezio, ogni anno, la terza domenica di ottobre. Quest’anno, per l’occasione, il comune di Alezio ha deciso di festeggiare il santo con diversi concerti in città, tra i quali quello di un gruppo di Tamburellisti, i Tamburellisti di Terra d’Otranto, formato anche e soprattutto da bambini, e quello di un noto cantante italiano, Edoardo Vianello.

Non sono mancate le celebrazioni più tipiche, e il concerto di due orchestre bandistiche, quella della città di Taviano, e quella della banda della città di Alezio (riconoscibile dalla classica divisa con la giacca blu, in richiamo allo stemma comunale della città).

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L’inizio della processione con la statua di San Rocco

Dal punto di vista religioso, invece, interessantissima è la processione che parte dalla Chiesa dell’Addolorata con la statua di San Rocco, e che percorre alcune delle tappe più importanti del centro città. L’emozione di quella sera la ricordo benissimo.

Vedere un’intera cittadina riunita in piazza, in festa ma anche in preghiera, è stato veramente bellissimo. Anche le viuzze meno frequentate di Alezio si sono addobbate a festa, illuminate da tante piccole candeline in adorazione del Santo che sarebbe passato in processione, di lì a poco.

Al termine della processione eucaristica, inoltre, sono anche stati sparati i fuochi d’artificio, che hanno colorato il cielo di tutta la città.

Se vi capiterà mai di visitare Alezio in autunno, optate dunque per la terza settimana di ottobre. Prendete parte alle celebrazioni in onore di San Rocco e fatemi sapere se vi piaceranno e se riusciranno a farvi sentire coinvolti proprio come capitato a me.

Una risposta a “Salento tutto l’anno: cosa visitare ad Alezio

  1. Devono essere bellissime le celebrazioni della Festa di San Rocco, riportano alla tradizione del nostro Sud così folkloristica e per molti anni nascosta e dimenticata.

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