MARC GENE, CON LA FERRARI IN AGENZIA

A metà Settembre, le mie dirette live dalla Spagna hanno cercato di raccontarvi nel migliore dei modi il motivo per il quale mi trovassi a Salou, piccola cittadina catalana sul mare, in Spagna. E con novizia di particolari, non mi sono nemmeno risparmiata dal postare numerosi e divertentissimi video nei quali vi intrattenevo con tante facce buffe, ma anche con qualche risposta alle vostre mille mila domande. Una fra tutte: “Claudia, cosa ci fai a PortAventura?” 

Ebbene sì, per chi si fosse perso tutto il materiale caricato sui miei Social proprio un mesetto fa, eccomi pronta a rispiegarvi (molto brevemente) alcune cose anche oggi. Anzitutto, non ci crederete ma è andata proprio così: ho vissuto in uno dei Parco Divertimenti più grandi e famosi d’Europa, PortAventura – a meno di un’ora di macchina da Barcellona – per quasi 8 giorni!

Perché? Il prossimo 7 Aprile proprio lì sarà inaugurato il primo Parco Divertimenti totalmente sponsorizzato dal brand Ferrari: FERRARILAND.

In questo Sabato pomeriggio Autunnale, lo ammetto, l’unica cosa che vorrei è aver a mia disposizione una macchina del tempo capace di catapultarmi di nuovo – ed immediatamente! – ai 35 gradi all’ombra di quei divertentissimi, distruttivi ma anche molto formativi, giorni Spagnoli!

Ho vissuto un’esperienza lavorativa unica nel suo genere: ho fatto parte del Press Team FerrariLand collaborando un minuto dopo l’altro con un gruppo di giornalisti provenienti da ogni continente e, lo dico con orgoglio, posso assolutamente affermare sia stata probabilmente una delle esperienze lavorative più esaltanti ed indimenticabili della mia vita.

Il nostro grande Boss di quei giorni, Marc Genè, non si è affatto risparmiato dall’insegnarci più cose possibili sulla prossima apertura di FerrariLand, ripetendoci più e più volte di quanto FerrariLand possa dirsi un Parco Tematico assolutamente incredibile, ispirato alla realtà più vera e capace di far provare a tutti quel miscuglio di adrenalina e di emozioni tipicamente provate anche da un qualsiasi pilota di Formula 1 alla guida di una Ferrari su circuito.

Per tutti i miei amici, e per i maschietti appassionati di alta velocità soprattutto, la cosa più interessante di quei giorni tuttavia è stata una soltanto: lui, il grande Marc Genè! “Claudia, sei davvero con Marc Genè a PortAventura in questi giorni??!” mi scrivevano ogni tre per due.

Sì, è stato tutto vero e anche bellissimo. E, fra le altre cose, ho anche intervistato Marc Genè per TTG Italia.

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Marc Genè è ambasciatore di FerrariLand, il parco tematico brandizzato Ferrari all’interno di PortAventura Parks & Resorts la cui inaugurazione è prevista il prossimo 7 Aprile. Per lui il 2016 è il dodicesimo anno di collaborazione con la Ferrari e, come ci ha raccontato anche Giovanni Cavalli – general manager commercial di PortAventura Parks & Resorts – di Gené la Ferrari si fida ciecamente”.

Nato il 29 marzo 1974 a Sabadell, in Spagna, Marc Genè debutta nello sport motoristico nel 1987. Dopo aver conquistato due titoli in due stagioni, diventa nel 1990 il più giovane vincitore del Campionato Kart spagnolo senior per poi conquistare il Campionato catalano e l’anno seguente, nel 1993, approdare in Formula 3.

Negli anni successivi partecipa al British Formula 3 Championship e nel 1996 vince la II Golden Cup FISA Superformula. Nel 1999 il tanto sudato debutto in Formula 1. Genè partecipa a cinquantuno Gran Premi. Dal 2001 al 2004 Marc viene ingaggiato come pilota collaudatore per la BMW-Williams e affianca Schumacher partecipando ai Gran Premi d’Italia nel 2003, di Francia e di Gran Bretagna nel 2004.

Dal Novembre 2004 Marc Genè è collaudatore della Scuderia Ferrari collaborando con la preparazione di tutte le monoposto di Formula 1. Ed oggi è il volto di Ferrari Land, presente in questa veste anche a TTG Incontri. Un motivo per conoscere il suo modo di viaggiare.

Come sei arrivato a diventare Ambasciatore di FerrariLand?
Non lo so nemmeno io. Mi hanno chiamato e mi hanno detto: “Ti va di collaborare alla creazione di un Parco Ferrari all’interno di PortAventura?”. So benissimo come PortAventura sia uno dei parchi divertimenti più importanti d’Europa, e se fosse per i miei figli ci verremmo ogni giorno. Non potevo proprio rifiutare.

Cosa più ti ha colpito del progetto FerrariLand?
Quanto rispecchi le emozioni che i piloti di Formula 1 provano sul circuito. Il simulatore di guida, ad esempio, è esattamente pari al guidare una Ferrari vera. Credo potrà esser interessante per la gente capire davvero quanto sia difficile, oltre che bello.

Perché secondo te gli italiani dovrebbero scoprire il brand Ferrari in Spagna?
(ride, n.d.r) Probabilmente perché PortAventura è un’attrazione turistica imperdibile, e altrettanto lo sarà il parco Ferrari. Sicuramente gli Italiani non verranno qui per constatare quanto La Scala di Milano o piazza San Marco di Venezia siano state ritratte meticolosamente, ma penso si divertiranno moltissimo provando l’Accelleratore Verticale sperimentando su se stessi cosa significhi sentirsi schiacciato dalla pressione che una macchina da F1 ti impone.

Parliamo del lavoro che ti ha reso famoso nel mondo. Cosa più ti manca del non esser più un pilota a tempo pieno?
Non tanto il clima che si respirava prima di una gara, perché era molto stressante e faticoso, quanto forse il sapore della vittoria. Nella Formula 1 si respira quotidianamente un’aria eccessivamente competitiva per i miei gusti. A volte pensi di mollare anche soltanto perché non ti va più di sentirti così pressato da chiunque ti circondi. Però se sei appassionato davvero alla fin fine non molli mai. Però, diciamocelo, ho 42 anni. Ormai sono vecchio! Non mi resta che concentrarmi sul testare le macchine in Scuderia Ferrari e lavorar sui motori. Il mio lavoro mi piace comunque moltissimo, non lo cambierei per nulla al mondo.

E a proposito di viaggi, quanto spesso viaggi ora che per lavoro ci si sposta meno?
Ogni volta che posso per la verità. La mia famiglia mi ha insegnato ad amare il viaggio sin da bambino. Con i miei nonni andavo spesso a pescare, oppure in campeggio. Cerco di trasmettere lo stesso spirito avventuriero anche ai miei figli, di 8 e 10 anni, e organizzo vacanze soprattutto per loro. Non viaggio mai senza la mia famiglia.

E come organizzi i tuoi viaggi?
Ammetto vorrei poter partire con soltanto uno zaino e qualche vestito con me, ma i miei figli al momento sono ancora abbastanza piccoli e anche per questo mi affido alle agenzie viaggi. Cerco soprattutto di prenotar per loro una vacanza al massimo della comodità. Ciò che anzitutto voglio è che a loro non manchi nulla. Magari fra qualche anno sperimenteremo il campeggio, ma per ora punto più sul relax.

Hai già in mente quale sarà la meta del tuo prossimo viaggio?
Londra, con i miei figli per un paio di settimane. Ultimamente ho lavorato molto e quindi ho deciso ci dedicheremo un po’ di tempo per noi, nella capitale inglese. Spero apprezzeranno l’Hotel in cui abbiamo scelto di alloggiare. Sono sicuro l’Inghilterra li conquisterà.

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