Lavorare da remoto è la cosa più brutta che ti possa mai capitare

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Come anticipato su Instagram, questa mattina vorrei iniziare a raccontarvi del perché io abbia davvero creato il Gruppo Facebook Come lavorare da dove vuoi tu, al quale ho dato vita soltanto pochi giorni fa ma che già conta quasi una settantina di iscritti.

Per prima cosa, l’ho fatto per rispondere in un unico spazio online alle numerose domande che, ogni giorno, mi vengono poste non soltanto da amici e parenti ma anche da chi mi segue sul web e si chiede come io possa viaggiare il mondo senza rinunciare a tutto il resto.

Ebbene, inizio oggi col darvi forse una risposta inaspettata. Sicuramente, sentirvi dire che lavorare da remoto – ossia proprio da ovunque desideriate voi – sia la cosa più brutta che potrà mai capitarvi nella vita non è probabilmente ciò che vi aspettavate che vi dicessi, visto che il mio obiettivo finale sarebbe quello di aiutarvi ad avviare (o a migliorare, per chi già dovesse averne uno) il vostro progetto online. Come darvi torto? Dopotutto, come sostengo strenuamente ogni giorno, la mia è una vita meravigliosa, fatta sì di sacrifici e impegni quotidiani, ma anche di divertimento e scoperta grazie alle decine di viaggi e avventure che riesco a vivermi ogni anno.

Eppure, devo dirvi che ci sia qualcosa che ancora vi sfugge, ed io con voi voglio esser sincera. Chiunque ne capisca qualcosa, anche poco, di lavoro da remoto, infatti, non potrà che darmi ragione; lavorare da pc con il solo ausilio di tecnologie varie e Wi-Fi potrebbe essere una gran fregatura e, c’è da dirlo, non tutti sarebbero disposti a farlo alla fine, nemmeno tanti di quelli che di primo impatto potrebbero pensare che questa tipologia di smart-work sia in realtà una gran figata.

Di seguito, per punti, mi permetto quindi di introdurvi all’argomento in modo diretto e a tratti ostile. Eccovi spiegato, in sintesi, perché il lavoro da remoto potrebbe costarvi davvero molto caro.

Lavorare da remoto è la cosa più brutta che ti possa mai capitare

Al contrario di quanto si pensi, il lavoro da remoto non è esattamente quella vita da sogno fatta di laptop utilizzati in spiaggia che si intravede su Instagram. O meglio; può essere anche quella, ma nella stragrande maggioranza dei casi la creazione della vostra entità ed attività online sarà ben altra cosa, ed inizierà a crescere soltanto se sarete disposti a fare davvero tanti sacrifici.

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Ad esempio? Quello che ad alcuni costa più caro di tutti; la solitudine

La solitudine

Punto numero uno; la solitudine. Se siete amanti degli uffici zeppi di gente, dei telefoni che squillano, delle pause caffè coi colleghi e, insomma, di tutto ciò che potrebbe mai caratterizzare la vita lavorativa di qualsiasi persona normale, ricordatevi che lavorare da remoto sia ben altra cosa. Di fatto, potrete certo sognare un giorno di allargare il vostro team assumendo colleghi che lavoreranno con e per voi a favore del vostro progetto online, ma per lo meno agli inizi dovrete al contrario contare solo ed esclusivamente su voi stessi.

Se lavorare da remoto significa possedere la libertà di lavorare quando vuoi tu e da dove desideri, e se lavorare da remoto potrebbe sembrarvi proprio per questo comodo visto che, volendo, potrebbe permettervi anche di trascorrere l’intera giornata lavorativa sul vostro divano di casa, mi preme ricordarvi però che questo implicherà che rimaniate da soli. Sì, perché lavorativamente parlando dovrete pensare a tutto voi; contatti, e-mail, clienti, piani editoriali nel caso in cui il vostro progetto ne preveda uno, e chi più ne ha più ne metta. Non avrete un collega col quale scambiare una battuta nella scrivania a fianco, non avrete un’amica con la quale optare per una pausa caffè a metà mattinata. Sarete, per lo meno agli inizi, soltanto voi, il vostro computer, e magari il vostro telefonino.

Io, ad esempio, che lavoro come libera professionista da quando ho 18 anni soltanto, mi trovo totalmente a mio agio nel rinchiudermi, da sola e per diverse ore al giorno, nel mio studio o nella mia camera d’albergo, isolandomi da tutto e tutti per dedicarmi interamente al mio Blog e a tutto ciò che al momento comprende la mia attività online. Ammetto, inoltre, di non aver mai sofferto di solitudine ma, al contrario, di aver faticato e non poco in quelle rare volte in cui ho inutilmente tentato di rendere le mie giornate più produttive rinchiudendomi in un co-working space.

Voi, però, reagireste allo stesso modo? Soffrireste la mancanza di una chiacchiera per tutto il corso della mattinata? E, ancora, l’idea di trascorrere un’intera giornata senza, magari, incontrare personalmente alcuna anima viva quale reazione scaturirebbe in voi?

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Le preoccupazioni le avremo tutti, sempre. L’importante sarà riuscire a controllarle, senza permettere alla nostra emotività di sopraffarci

L’Ansia da Telefonata

Punto numero due: l’ansia da telefonata. Lavorare da remoto vi costringerà a fare i conti, ogni giorno, con le vostre insicurezze più oscure. Anche per questo, potrete intraprendere un’attività online solo ed esclusivamente se sarete abbastanza sicuri di voi stessi, e se riuscirete a non farvi sopraffare mai dalle preoccupazioni.

Quando parlo di Ansia da Telefonata, nello specifico, mi riferisco a quella sensazione assai fastidiosa di disagio che potremmo percepire nel momento in cui non dovessimo ricevere riscontri da nostri clienti potenziali. Mi spiego meglio; un remote worker, per dirla all’inglese, si guadagna da vivere grazie ai suoi clienti.

Indipendentemente da quale sia il tipo di attività online che vorrete intraprendere, dovrete sempre e comunque confrontarvi con un cliente interessato a ciò che fate. Ma se per uno, due, tre giorni consecutivi non doveste ricevere alcun contatto? Ecco che qui entrerebbe in gioco il nostro vero io e, credetemi, la differenza in casi come questo saprà farla soltanto la nostra forza personale, la vostra perseveranza.

Potrebbe infatti accedere che, soprattutto agli inizi, i vostri primi clienti si lascino desiderare. Per questo, potreste vivere momenti difficili, zeppi di preoccupazioni e paure, che io definisco come L’ansia da telefonata. Cioè, mi creo uno status di paranoia e di ansia perché non sto ricevendo inviti a conferenze, eventi o anche viaggi. O, in un caso ancor più generico, perché nessun cliente mi sta contattando per acquistare un servizio tra quelli che offro io.

Ricordate, infatti, che ogni lavoratore da remoto che si rispetti vivrà la sua quotidianità in solitudine, ma non potrà mai e poi mai andare avanti da solo. Senza clienti, senza persone interessate a ciò che state facendo, il vostro progetto online fallirà ancor prima che voi l’abbiate immaginato.

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Le difficoltà per i remote workers sono davvero tante, e prima di provarci bisogna esserne a conoscenza. La domanda, tuttavia, è con quale spirito vorreste intraprendere questa appassionata avventura lavorativa voi…

Le bagarre burocratiche

Lavorare da remoto, ovviamente, implica il fatto che lo stipendio dobbiate guadagnarvelo da voi. Non riceverete una busta paga a fine mese, ma al contrario dovrete sapervi gestire, anche in questo caso, in totale autonomia.

Dovrete quasi sicuramente aprirvi una Partita Iva e diverrete a tutti gli effetti i capi di voi stessi, ma questo non per forza potrebbe dirsi totalmente positivo. Quel che è certo, infatti, è che per il remote worker non esistano ferie ne malattia. Anzi; agli inizi vivrete quasi sicuramente da sottopagati, perché investire su di un progetto personale non assicurerà affatto un immediato ritorno di denaro. Non è quindi possibile aprire un Blog oggi e iniziare a guadagnarci domani, e questa amara regola vale ovviamente per la stragrande maggioranza delle attività da remoto che potrete mai decidere di intraprendere online.

Quello che dovrete chiedervi, anche in questo caso, è se voi possiate resistere a tutte queste difficoltà. Perché, ve lo dico proprio sinceramente, lavorare da remoto è la cosa più brutta che potrebbe mai capitarvi, ma potrebbe anche essere la più bella della vostra vita.

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Tutto, come sempre, dipenderà da quale sentiero deciderete di percorrere voi e, soprattutto, da quale prospettiva vorrete guardare le cose. Ciò che dovrete domandarvi, quindi, è se siete pronti a sfidare le tante avversità di questo mestiere per trasformarlo in una vera e propria, appassionata, professione.

10 risposte a “Lavorare da remoto è la cosa più brutta che ti possa mai capitare

  1. Ogni tanto riesco a lavorare da casa invece di venire in ufficio. E’ un’esperienza che trovo piacevole se fatta per qualche giorno. Dopo un paio di giorni però per me diventa alienante e preferisco andare in ufficio: molte cose sono più facili se ci si organizza faccia a faccia piuttosto che telefonicamente.

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    • Condivido, pregi ma anche difetti del lavorare da remoto. Conosco bene in primis l’ansia da telefono e poi la solitudine, Mancano tantissimo i colleghi, le storie e le arrabbiature, i ritorni a casa in treno per leggermi finalmente un libri. Però la vita è varia e ti mette in tante situazioni scomode e un lavoro da remoto può risultare anche utile. È poi magari non sarà per sempre!

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      • Esatto, infatti nei giorni seguenti ho proprio pubblicato un articolo che racconta esattamente… L’opposto. Ossia, nello specifico, di tutti i pregi di questo lavoro. Io sono lavoratrice da remoto da sempre, e non cambierei sinceramente con nessun altra attività al mondo (almeno per ora).

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    • Mi fa molto piacere leggere questo tuo gentile commento, perché racconta di una realtà che ancora oggi molti sottovalutano. Come dicevo anche nell’articolo, infatti, in molti pensano che il lavoro da remoto possa corrispondere ad un sogno che diventa realtà. In effetti, non è proprio così. Questa tipologia di lavoro non fa per tutti, e tu ne sei l’esempio lampante. Dopotutto, ognuno di noi è diverso, ed è proprio quello il bello di questo mondo, no?

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  2. Ho letto con interesse le tue riflessioni e devo ammettere che, non trovandomi in detta situazione ( non saprei nemmeno come trovarlo un lavoro da remoto!), non potrò mai capirne fino in fondo il significato. Apprezzo però tantissimo la sincerità, visto che va di moda dire che è una figata. Tieni però conto che quell’ansia e quella solitudine che descrivi con garbo le vive in genere anche un libero professionista e sotto questo profilo posso capirti appieno.
    A presto.

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    • Ti ringrazio moltissimo per il commento gentile. Immagino che un libero professionista viva praticamente le medesime situazioni raccontate da me. Dopotutto, in un certo senso che un libero professionista è un ‘lavoratore da remoto’.

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  3. Per me, lavorare da remoto è la cosa più bella che potesse succedermi. Prima di diventare freelance, ho lavorato sempre in compagnia di molte persone e rendo di più quando sono da sola, con le mie cuffie e il mio pc. Non provo mai solitudine.

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  4. Le tue riflessioni sono molto giuste e sicuramente la parte economica non è da sottovalutare, soprattutto per chi è abituato a uno stipendio fisso. Entro fine anno la mia azienda chiuderà, vedremo se riuscirò ad indirizzare il mio percorso verso il nomadismo digitale. Sicuramente la solitudine non mi dà fastidio.

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    • Grazie per questo splendido commento da parte tua, ti ringrazio davvero di cuore. Come hai detto tu, ci sono fattori da non sottovalutare. Ci sono però anche tanti pregi, che questa professione concede e che altre concedono meno. Insomma, bisogna rifletterci mettendosi magari anche a tavolino per capirne davvero di più.

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